moked/מוקד

il portale dell'ebraismo italiano

Il World Jewish Congress incontra Bergoglio

“Un incontro significativo, segnato dalla trattazione di temi importanti come le persecuzione dei cristiani nel mondo e la crescita dell’antisemitismo. Il tutto in un clima di grande fratellanza e cordialità. Il papa si è detto fiducioso sul fatto che la porta della pace possa rimanere aperta. C’è da lavorare, ma deve rimanere aperta”.
Così il presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Renzo Gattegna al termine dell’incontro tra i rappresentanti del World Jewish Congress e papa Bergoglio avvenuto nel tardo pomeriggio di ieri.
In Vaticano i leader delle principali comunità nazionali guidati da Ronald Lauder e una delegazione del Wjc giunta da New York. Presente, tra gli altri, anche la direttrice del Museo ebraico di Roma Alessandra Di Castro. Dopo aver ricordato gli incontri avvenuti in questi ultimi mesi con l’ex presidente israeliano Shimon Peres, Bergoglio ha citato – come paradigma di speranza nel futuro – la vicenda della regina Ester posta di fronte al prossimo annientamento del suo popolo. Una storia a lieto fine che dimostra come con l’appoggio di Dio, ha spiegato Bergoglio, “le sorti possano improvvisamente mutare in positivo”.
L’incontro, avvenuto a pochi giorni da Rosh haShanah, il capodanno ebraico, è stato inoltre l’occasione per un augurio e una reciproca testimonianza d’affetto. Tra i doni che sono stati consegnati al papa dolci al miele, cesti di frutta, la maglia numero dieci della nazionale cilena con sopra scritto “Francesco”. Il papa è stato anche formalmente invitato a una preghiera in sinagoga in occasione della sua missione a New York del prossimo anno.
Questa mattina, presso l’Associazione della Stampa Estera, Lauder ha ripercorso i momenti più signfiicativi dell’incontro. Al suo fianco il presidente dell’associazione, il giornalista olandese Maarten Van Alderen.
Lauder ha denunciato i silenzi dell’opinione pubblica occidentale di fronte al massacro dei cristiani e ha tracciato un parallelismo tra il simbolo in lingua araba che significa ‘nazareno’ e la stella gialla che gli ebrei erano costretti a portare durante il nazifascismo. “Prima gli ebrei hanno sofferto selvaggi attacchi e il mondo è rimasto in silenzio. Ora sono i cristiani che vengono annientati e di nuovo il mondo dice poco. Perché – si è chiesto Lauder – il mondo non reagisce?”.
Adam Smulevich twitter @asmulevichmoked
(Copyright: servizi fotografici vaticani – Osservatore Romano)