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Ticketless – Yafuzu

cavaglionQuesta settimana ho partecipato a una simpatica trasmissione radiofonica. Si festeggiano i 90 anni della radio italiana, più o meno una trentina in più della mia età. Sono sempre stato un assiduo ascoltatore, e non solo della eccellente Radio Tre. Riesco a scrivere ascoltando, una fortuna che hanno pochi. Il conduttore della trasmissione mi ha chiesto che cosa ritengo indispensabile per il futuro. Gli ho risposto che per fortuna alla radio alcune cose si conservano inalterate nel corso dei decenni e mi auguro accada così per l’eternità. Per esempio la possibilità di ascoltare ogni anno dal Tempio Maggiore di Roma la voce del cantore che intona la struggente melodia di “Yafuzu” alla chiusura del digiuno del Kippur. Non so se gli ebrei romani sono pienamente consapevoli di questo tesoro che rallegra i malati e gli oppressi ovunque si trovino, purché abbiano vicino a sé una radio. Nulla riesce a commuovermi come quelle note antiche che arrivano direttamente al cuore, nemmeno il suono dello shofar. In anni molto lontani, quando il mio agnosticismo era così rigido dall’impedirmi di capire, il mio unico filo con l’ebraismo era Yafuzu. Solo quella voce ha consentito di far nasce in me il dubbio, che è sempre meglio della certezza dogmatica.

Alberto Cavaglion

(8 ottobre 2014)