Novanta candeline per Gianfranco Moscati

avaglianoIl prossimo 30 dicembre Gianfranco Moscati compirà 90 anni. Nacque nel 1920, ultimo di cinque figli, in viale Certosa a Milano, e nel dopoguerra ha vissuto tra Napoli e Locarno, in Svizzera.
A queste tre terre è legata la sua storia. A Milano, dopo l’emanazione delle leggi razziste del 1938, subì la persecuzione fascista e, dopo l’8 settembre del 1943, anche quella nazista, e fu costretto a rifugiarsi con la famiglia in Svizzera. A Napoli si trasferì nel 1952, al seguito del fratello Sandro, per motivi di lavoro, e s’innamorò della città del Vesuvio e vi restò per più di cinquant’anni.
Dal 1967 Moscati ha cominciato a raccogliere documenti, lettere, cartoline, oggetti, libri e francobolli sui temi dell’ebraismo, dell’antisemitismo e delle persecuzioni, in Italia e in Europa. Preziosa la sua attività nell’esporre e pubblicare quanto trovato (fra i lavori più recenti, “Racconti ebraici”, scritto a quattro mani con Gustavo Ottolenghi). Moscati ha donato una parte della sua straordinaria collezione all’Imperial war museum di Londra, che gli ha dedicato una sezione del suo sito web, e una parte al Meis, il Museo dell’ebraismo italiano di Ferrara.
Il grande collezionista celebra il suo genetliaco in modo originale, con un libretto intitolato “I 90 anni di Gianfranco Moscati”, in cui ricorda il suo impegno di solidarietà per l’Ospedale pediatrico Alyn, centro di riabilitazione di Gerusalemme e per due realtà napoletane, l’istituto comprensivo “Scialoja-Cortese” di San Giovanni a Teduccio e l’Associazione per i bambini “Gioco, immagine e parole”, sempre di San Giovanni a Teduccio. Un impegno tradottosi nell’acquisto di attrezzature, laboratori e strumenti. Chi vuole contribuire, può contattarlo all’e-mail gian.mos@bluewin.ch

Mario Avagliano

(28 ottobre 2014)