Humans of Israel – Tania

jonathan misrahi2“Arrivare in Israele è stato come mettere in atto con l’immaginazione tutto ciò che abbiamo sentito dalla diaspora riguardo a questo posto, da tutti i punti di vista. Per un’ebrea convertita all’ebraismo a diciotto anni fa un effetto particolare!” “Qual è la prima impressione?” “Essere in Israele, provenendo dalla Bulgaria, vuol dire far parte di una storia molto più grande che ci circonda: un milione e mezzo di ebrei provenienti dall’est-Europa hanno deciso di venire qua nel corso degli ultimi cento anni. Intellettuali, Lubavitch, giovani pionieri, Chassidim, sopravvissuti ai pogrom e ai campi di concentramento, poi sionisti, famiglie in cerca di futuri diversi, o arrivate dopo la caduta del muro, AK2_0945cavalcando la grande ondata degli ebrei in fuga dalla ormai ex Unione Sovietica. Dopodiché ci sono i giovani come me, che affiliati a un movimento giovanile decidono di riscoprire l’entusiasmo di andare in Israele, come si faceva all’inizio del Novecento. L’accoglienza, però, poteva andare meglio! Lo stato non vuole riconoscere il certificato di religione, a causa di problemi con la mia comunità ebraica d’origine, e in questo momento non sono riconosciuta in alcun modo, come tanti altri immigrati in casi del genere. Inconvenienti da “terra promessa”…”

Jonathan Misrachi

(11 novembre 2014)