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New York – Aggressione al Centro Chabad,
fuori pericolo la vittima

È fuori pericolo il ventiduenne israeliano accoltellato nella notte a Brooklyn mentre pregava all’interno della sede centrale del movimento Chabad-Lubavitch. La vittima, Levi Rosenviat, è stata aggredita da un uomo armato di coltello all’interno della sinagoga di Crown Heights, riportando ferite al collo e all’addome. A momento è ricoverato in condizioni stabili al Kings County Hospital.
È morto invece l’aggressore, il cinquantunenne Calvin Peters, raggiunto da un colpo di pistola allo stomaco, esploso da un agente di polizia di New York, intervenuto sulla scena. Le autorità escludono che si tratti di attacco terroristico mentre si tratterebbe di un crimine d’odio. Secondo quanto riporta il Daily news, l’aggressore è entrato nel famoso centro Chabad al 770 di Eastern Parkway, urlando “ucciderò gli ebrei! Voglio uccidere gli ebrei!”. Un testimone afferma di averlo visto un’ora prima dell’attacco entrare nell’edificio, affermando di essere in cerca di un libro. Poco dopo l’aggressione la polizia e le guardie di sicurezza sono intervenute e, secondo le ricostruzioni, l’uomo aveva in un primo momento abbassato il coltello per poi sollevarlo nuovamente. All’ordine degli agenti di mettere a terra l’arma, l’aggressore ha fatto resistenza, venendo poi raggiunto da un colpo di pistola allo stomaco.
Il portavoce del centro Chabad ha spiegato che durante la notte le porte dell’edificio rimangono aperte per accogliere i senzatetto. “L’accoltellamento di un ebreo alla Casa dei Chabad fa parte di un significativo aumento della violenza antisemita in Francia, Belgio, nell’Europa intera e, ovviamente, negli Stati Uniti – ha dichiarato Yaakov Hagoel, del dipartimento della World Zionist Organization che si occupa del contrasto all’antisemitismo – Le autorità americane devono prestare attenzione e iniziare a prendere provvedimenti più duri contro l’antisemitismo”.

(9 dicembre 2014)