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…Grecia

Sono giorni di febbrile attesa in Europa, con la Grecia chiamata ad eleggere un improbabile Presidente della Repubblica, che non pare comparire all’orizzonte a causa del disaccordo fra le forze politiche (ricorda qualcosa?). La costituzione greca prevede, così, un ritorno alle urne, indifferente all’instabilità che ne deriva per tutti i cittadini del Vecchio Continente. Beh, si dirà non si vorrà forse piegare le carte costituzionali al volere della famigerata Troika, espressione dei più biechi interessi finanziari? Sì, dico io. E mi pare il minimo: quando si entra in un club non valgono le regole di quando si abitava, soli, ognuno in casa propria. Bisogna dire con fermezza che le costituzioni nate dalla Seconda Guerra Mondiale non possono essere adeguate alla nuova dimensione europea e che dovrebbero cedere il passo ad una nuova carta, che ne conservi l’ispirazione etica, ma capace di comprendere gli interessi di tutti. Se no, si arriva al paradosso per cui, la Troika va bene quando deve prestare centinaia di miliardi, ma va male quando li richiede. Tutti argomenti che porteranno acqua al mulino dei nazionalisti, quelli veri.

Davide Assael, ricercatore

(17 dicembre 2014)