Dal Monferrato a Perugia, i registi per la Memoria
Le vicende degli ebrei casalesi, dalla promulgazione delle leggi razziali fasciste del 1938 alla deportazione nei campi di sterminio nazisti tra il 1943 e il 1945, sospese tra persecutori e soccorritori, sono state rievocate il 20 e il 21 gennaio a Perugia.
Il Comune della capitale umbra e la Scuola Media De Betto, per interessamento della professoressa Mariangela Meneghini, hanno voluto ospitare i docufilm “L’ora del tempo sognato” e “Io sono…”, prodotti dall’Associazione “C’era una volta” di Villamiroglio, con il patrocinio della Comunità ebraica di Casale Monferrato. Le varie proiezioni sono state introdotte e commentate dai registi Massimo Biglia, Alessandro Azzarito e da chi scrive, che ha lavorato alla sceneggiatura. Le vicende narrate sono incentrate sulle figure dei Giusti tra le Nazioni che hanno soccorso gli ebrei casalesi. “L’ora del tempo sognato” ci riporta a Giuseppina Pretti Gusmano, che insieme alla direttrice dell’Orfanotrofio Israelitico Enrichetta Sacerdote di Torino, ha salvato 15 bambini ebrei italiani e stranieri perseguitati e inseguiti dagli esecutori della legislazione persecutoria antisemita nazifascista. “Io sono…” rievoca i Giusti Carlo Angela, Giuseppe Murgia, Tilde Boggio, i componenti la famiglia Antoniono, attraverso le testimonianze di Massimo Ottolenghi, Dirce Carmi, Massimo Foa, Riccardo Levi.
Non tutti gli ebrei casalesi ebbero la fortuna di incontrare solidarietà e accoglienza. Cinquantanove di loro furono purtroppo catturati e deportati ad Auschwitz, dove morirono, quasi tutti uccisi all’arrivo. Numerosi tra loro giunsero a Birkenau con il Convoglio 8, sul quale ebbero in sorte di viaggiare anche Primo Levi e Luciana Nissim, che sopravvissero e testimoniarono per i loro compagni di viaggio che non fecero ritorno.
Nella seconda parte del docufilm si dà voce ad alcuni di coloro che non fecero ritorno; precisamente tredici uomini, donne ed una bambina narrano l’epilogo tragico della loro vita attraverso le parole pronunciate da tredici studenti del Liceo C. Balbo di Casale Monferrato: tutte queste testimonianze postume iniziano con un perentorio “Io sono..” .
A coloro che hanno partecipato agli incontri di Perugia sono state raccontate vicende lontane nello spazio e nel tempo, ma si sono voluti condividere il valore per il futuro delle figure dei Giusti, l’impegno inteso come responsabilità individuale, il principio di reciprocità per combattere il fanatismo di ieri e di oggi; mai tanto attuale infatti l’assertivo “Io sono…”.
L’interesse, la compartecipazione emotiva, la voglia di comprendere dei ragazzi e degli adulti che hanno partecipato ai vari incontri sono stati particolarmente gratificanti per chi ha lavorato alla realizzazione dei docufilm, e sono motivo di speranza per la Comunità ebraica che ha sostenuto il loro impegno.
Elisabetta Massera
(25 febbraio 2015)