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La politica del ‘vaffa’

Francesco Moisés BassanoTra insulti, turpiloqui e luoghi comuni, adottando un linguaggio che è ormai proprio della politica italiana, ha avuto luogo anche a Roma l’annuale sfilata di carnevale sotto le mentite spoglie dell’ultima manifestazione di Matteo Salvini, con tanto di sventolio di bandiere russe del Donbass, ‘saluti’ dall’oltretomba del Duce e appoggio dei neofascisti di Casa Pound.
Nel nome del diffuso antieuropeismo, la Lega Nord, non più appannaggio del provincialismo padano, è assurta a partito nazionale, dimenticando vecchie distinzioni tra Nord di ‘produttori’ e Sud di ‘parassiti’, e ha trovato così il consenso dell’estrema destra, in una saldatura che Gad Lerner ha coniato come “fascio-leghismo”.
Salvini, come tanti altri prima di lui, viene percepito da molti, come un ‘uomo nuovo’, colui che al di là dei classici schieramenti destra-sinistra, parla a nome della ‘gente’ – ormai entità politica a tutti gli effetti – esausta di vitalizi ai politici, austerità, e accoglienza ad immigrati che ruberebbero soldi e lavoro ai ‘veri italiani’. Un allineamento ufficiale, dopo le lezioni di democrazia a suon di ‘vaffa’ di Beppe Grillo, all’anti-Europa di Marine Le Pen, che ugualmente abbindola numerosi francesi.
Sebbene un prossimo governo diretto da questa Lega, sia per adesso improbabile come lo è stato del resto con il Movimento 5 Stelle, è triste constatare come nel panorama politico europeo, in opposizione a partiti di governo sempre più distanti e impossibilitati a risolvere i reali problemi del paese, si creino e prendano consenso, movimenti che facendosi garanti del cittadino comune adottano posizioni sempre più estreme e xenofobe e che sotto il ‘nuovo’ nascondono istanze vecchie e nocive.
Non rimane altro a questo punto, che guardare alle imminenti elezioni in Israele del 17 Marzo, con la speranza che portino a qualcosa di diverso e lontano dall’estremismo che sembra così apprezzato ed evocato da molti europei.

Francesco Moises Bassano

(6 marzo 2015)