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Ticketless – Norme mancanti

cavaglionUna settimana di disegni di legge, ma anche di invocazioni a norme che mancano. Peccato che nessuno abbia ripreso l’articolo di Alberto Melloni, apparso sul “Corriere della Sera” del 10 marzo scorso (“Le norme che mancano sulla libertà religiosa”).
L’Italia ha adesso una legge contro i negazionisti, ma non ha una legge in difesa della libertà religiosa. Commissioni, vari tavoli di lavoro, buone intenzioni, nulla che difenda dai soprusi credenti e non credenti. I fatti di Parigi, i nuovi scenari mediterranei che chiedono risposte sicure per accogliere chi fugge dalle guerre, ma anche la tutela del pluralismo religioso nelle scuole, dovrebbero farci capire quanto non sia più rinviabile una legge-quadro sui rapporti fra lo stato e le confessioni religiose, come ora ne esiste più d’una per i rapporti fra potere politico e magistratura. Per dirla con Melloni, questa legge che sembra non interessare nessuno, proteggerebbe “credenti e non credenti da padrinati poco limpidi”. Evidentemente lo status quo delle intese giova a tutti. Dispiace che non si sia fino ad oggi levata una voce tra coloro che appartengono alle “religioni dei meno”, ebrei e valdesi. Grande beneficio innanzitutto ne ricaverebbe la scuola, dove non sono da immaginare ore in più, ma insegnanti capaci di coltivare il senso dell’altro e la conoscenza che solo la ricerca sa produrre. E visto che di scuola si è molto discusso in settimana, oggi Ticketless eleva un pensiero grato alla memoria di Ugo La Malfa e al suo concretissimo senso dello stato. Scuola pubblica e Ferrovie dello stato. Sarà bello vedere come si concretizzerà il pirotecnico voucher culturale promesso da Renzi e Franceschini per l’aggiornamento degli insegnanti.
Non sarebbe stato più facile scuotere i docenti dalla loro apatia, dal loro essere docenti stanziali restituendo loro quel tesserino voluto da La Malfa, per farli viaggiare con tariffe ridotte sui treni e costringerli a crescere viaggiando?

Alberto Cavaglion

(18 marzo 2015)