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Setirot – Illusioni

jesurumStrade che portano dallo shtetl al Lager, percorsi che conducono dallo shtetl alla Lubjanka, tragitti lastricati di illusioni infrante. La capacità visionaria di Israel J. Singer gli aveva permesso di descrivere magistralmente, con “La famiglia Karnowski” (Adelphi), la tragica miopia che colpì l’ebraismo europeo nel suo chimerico tentativo di integrazione borghese.
Ora che Bollati Boringhieri ha pubblicato “A oriente del giardino dell’Eden” (traduzione di Marina Morpurgo) scopriamo che un’operazione assai simile gli era già riuscita anni prima, quando aveva profetizzato la drammaticità di un altro sogno di riscatto e di emancipazione, quello delle immense masse ebraiche est-europee che guardarono al sole dell’avvenire socialista. L’illusione è il grande tema di Israel J. Singer, tema eterno quindi attuale. Nell’illusione però non c’è solamente sciagura. Fin dall’espulsione dal Gan Eden, uomini e donne compiono imprese al limite dell’impossibile per cercare “l’immortalità” – sia essa spirituale, sociale o politica. Impossibile trovarla, ma le illusioni non esistono per essere realizzate, bensì per accelerare la realizzazione di ciò che effettivamente è realizzabile.

Stefano Jesurum, giornalista

(19 marzo 2015)