…retromarcia

Sono scettico sulla marcia indietro di Viktor Orbán, primo ministro ungherese, sulla pena di morte. Per due motivi. Il primo: la dichiarazione di revoca non è un ripensamento, è una concessione Secondo, ha tutta l’aria di dire ai propri: non possiamo fare come vogliamo. Non siamo padroni a casa nostra. Quei signori di Bruxelles non vogliono che noi ci difendiamo. Tempi brutti per l’Europa dei democratici.

David Bidussa, storico sociale delle idee

(3 maggio 2015)