Storie – Pontemanco
I social network a volte aiutano la Memoria. Sulla pagina che ho creato su Facebook, intitolata “Gli ebrei sotto la persecuzione in Italia”, mi segnalano spesso storie interessanti e poco conosciute sul periodo che va dalle leggi razziste del 1938 alla Liberazione. Ecco la storia di Chiara Fabian, relativa al piccolo paese di Pontemanco (Padova) e alle famiglie Brunazzo e Bertin:
“A Pontemanco (un borgo ai piedi dei Colli Euganei oggi frazione di Due Carrare) erano quasi tutti socialisti, di quelli che si riferivano a Matteotti, non a Craxi. Dopo l’8 settembre del 1943 arrivarono in paese alcuni profughi ebrei che fuggivano dall’internamento libero a Rovigo. Clandestini e ricercati dal ricostituito governo fascista dal regime di Salò e dai nazisti.
Per loro si aprirono le porte di casa Brunazzo; Guerrino, la moglie e due figli maschi, uno in seminario e l’altro ventenne diedero ospitalità dal 31 dicembre 1943 al 27 aprile 1945 a ben 7 persone, quattro adulti e tre ragazzi a rischio della vita.
Tutto il paese che sapeva aiutò e chi non sapeva ma intuiva tenne la bocca chiusa. Da 7 persone a 11 la differenza è tanta e in tempi di guerra col razionamento e la scarsità di viveri non fu facile far bastare le tessere annonarie. Il mugnaio Bertin fornì legna e farina e quanto poteva, il farmacista dottor Fortin fornì medicine e assistenza. Fu così che gli Hasson e i Mevorach con la cuginetta Estica, in fuga da Jugoslavia e Bosnia Erzegovina riuscirono a salvarsi e continuare a vivere”.
Mario Avagliano
(5 maggio 2015)