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Metapilpul

anna segre È nomale parlare di metaletteratura, metateatro, metacinema; forse vale la pena una volta tanto azzardare un metapilpul, un pilpul per riflettere su come funziona il pilpul. Questa newsletter ha molte decine di collaboratori che scrivono settimanalmente. Molti non si conoscono tra loro, o, comunque, difficilmente si parlano tutte le settimane; a volte dialogano a distanza, talvolta si danno ragione, più spesso (come accade tra ebrei) si confrontano, polemizzano, si punzecchiano. Anche se, per la verità, non è affatto scontato che tutti si leggano a vicenda, e non è detto che tutti i pezzi settimanali siano scritti all’ultimo minuto. Così talvolta un testo può sembrare la risposta a un altro mentre in realtà era stato scritto già una settimana prima. Oppure due o più persone polemizzano tra loro ma i lettori si perdono qualche puntata e non capiscono più di chi e di cosa si stia parlando.
A volte il tema è un po’ obbligato, ma spesso ci sono diverse possibilità e si tratta di scegliere: di cosa parleranno gli altri? Quale sarà l’argomento mancante? Quale tra gli eventi o i temi di discussione della settimana sarà inflazionato? Quale trascurato? A volte si tira un po’ a indovinare, come quando si gioca a carte e ciascuno sa cosa ha in mano ma non conosce le carte degli altri giocatori. Nel complesso può essere anche divertente, e sicuramente questo accumulo talvolta un po’ casuale di spunti e temi diversi è il segno di un ebraismo italiano vitale e variegato. È curioso, però, come questa casualità non sia percepita dall’esterno: a volte un argomento di cui nessuno parla perché ciascuno presuppone che ne parleranno gli altri viene interpretato come un tema volutamente censurato. O, viceversa, dietro a un argomento trattato da più persone (magari ciascuna alla ricerca di un tema originale e insolito) si intravede una regia occulta, un’astuta strategia di comunicazione pianificata a tavolino. Ma noi ebrei dovremmo aver imparato a diffidare delle teorie del complotto. Questa newsletter è davvero un incontro un po’ casuale di opinioni diverse. E, a scanso di equivoci, questo metapilpul era un’idea vecchia di mesi, non la risposta a qualcosa o a qualcuno.

Anna Segre, insegnante

(3 luglio 2015)