Pinechas…
La storia di Pinechas, con il suo gesto estremo di colpire a morte un trasgressore un po’ arrogante, è interpretata dalla Tradizione rabbinica come il paradigma dello zelo religioso.
Il fervore e la risolutezza con cui Pinechas combatte l’assimilazione sembra costituire, talvolta, un modello a cui ispirare una certa militanza comunitaria.
Dovremmo sempre ricordarci, tuttavia, che per essere degli autentici Pinechas è necessario essere intrisi di “aavàt Israel”, “amore per il proprio popolo”.
Solo così si è legittimati a ‘ergersi’ contro qualcuno, come dice il testo della Torah a proposito di Pinechas, l’ebreo zelante per antonomasia, (Numeri, 25; 7) “mittockh aeda”, dal mezzo della Comunità, dal dentro più profondo di una collettività perché la si ama come si possono amare le persone a noi più intime. Quando manca questo presupposto di base, il comportamento dei falsi Pinechas di turno anziché costituire un autentico zelo religioso teso a ricostruire ciò che deve essere condannato, sembra piuttosto un ottuso fanatismo che minaccia di distruggere le nostre persone e le nostre kehillòt.
Roberto Della Rocca, rabbino
(7 luglio 2015)