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…Srebrenica

Ancora Srebrenica: no, non è una fissazione mia, è che vent’anni fa in quel genocidio (ed è giusto chiamarlo nei suoi termini), oltre al dolore e all’orrore, si sono infranti i sogni dell’Europa. È che solo accettando le colpe e le responsabilità la Serbia può dimostrare di non essere più quella di Milosevic, e che le truppe di un altro macellaio come Mladic non verranno a compiere nuovi eccidi. Vucic si è presentato alla celebrazione del ventennale portando proposte moderate ma dopo aver negato il carattere di genocidio a quell’evento traumatico di cui si stava celebrando la memoria, che il divieto dello zar Putin all’Onu aveva appena impedito di definire formalmente “genocidio”. Che nel 1995 in Europa si sia svolto sotto gli occhi dell’Onu e con la complicità dell’Europa unita un genocidio è qualcosa che riguarda tutti noi, noi europei per quanto quell’evento ha pesato sulla storia successiva dell’Europa e sui suoi sogni di pacificazione, ed anche noi ebrei d’Europa per quanto di riporta alla memoria del nostro passato, per quanto quelle ottomila e passa tombe ci sollecitano a ricordare delle altre tombe senza nome del nostro passato.

Anna Foa, storica

(13 luglio 2015)