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Theodore Bikel (1924 -2015)

theo bikel“If I were a rich man, Ya ha deedle deedle, bubba bubba deedle deedle dum. All day long I’d biddy biddy bum”. “Se fossi un uomo ricco” canta un signore imberrettato, trascinando in un ritmo incalzante un pubblico sognante.
“Se fossi un uomo ricco”, cantava Theodore Meir Bikel, protagonista per ben 2000 volte a Broadway dell’immortale musical “Il violinista sul tetto”. Scomparso ieri all’età di 91 anni, Bikel, ebreo di Vienna, è stato attore, compositore, cantante folk e uno degli ultimi eredi dell’epoca d’oro dell’yiddish, la lingua preziosa mescolanza tra tedesco ed ebraico.
Figlio di un fervente sionista, Theodore Bikel venne chiamato così in onore dell’omonimo ideologo Herzl. Con l’avvento della persecuzione emigrò con i genitori nell’allora Palestina mandataria lavorando e vivendo in un kibbutz. Fece il suo primo ingresso sulla scena all’Habima Theater di Tel Aviv nel 1943 e, dopo una esperienza alla Royal Academy of Dramatic Art di Londra, si trasferì in America.
Nominato all’Oscar per la sua interpretazione dello sceriffo Max Muller ne La parete di fango, ha cantato in più di venti lingue diverse, recitato nel celebre musical The Sound of music e inciso album folk dedicati alle festività ebraiche (‘A taste of Passover’, un assaggio di Pesach, la pasqua ebraica e ‘A taste of Chanukkah’ in testa). È stato Tevye, il personaggio centrale dello spettacolo “Il violinista sul tetto”, ispirato alla storia scritta da Sholem Aleichem e ambientato in uno shtetl durante il dominio della Russia zarista, per migliaia di volte, affascinando gli spettatori americani fin dal 1967.
Alla sua carriera artistica ha poi sempre affiancato l’attivismo politico e sociale: si è battuto strenuamente per Israele, in favore del partito democratico e per i diritti umani. Nel 1993 fu tra gli ospiti che assistettero alla storica stretta di mano tra il premier israeliano Itzhak Rabin e il leader della Olp Yasser Arafat. Ha poi avuto ruoli di preminenza sia in Amnesty International sia nell’Associated Actors and Artistes of America, la confederazione degli attori statunitensi della quale è stato presidente.
“Si impara più dai flop che dai successi”, amava ricordare facendo il bilancio della sua vita da palcoscenico.
“Nessuno amava il teatro più di Theo. Ha lasciato un segno indelebile sulla generazione di attori passata e su quella futura”, lo ha celebrato l’Actors’ Equity Association, il sindacato degli attori teatrali, salutando con il berretto il suo indimenticabile Tevye.

r.s. twitter @rsilveramoked

(22 luglio 2015)