moked/מוקד

il portale dell'ebraismo italiano

…ponti

I ponti consentono contatti tra gruppi umani, o anche singoli, prima estranei. Si “fa ponte” e si costruiscono ponti verso qualcosa per andare da un’altra parte, a vedere che cosa c’è di là. Nel frattempo non mettiamo nel conto o non ci interessa, il mondo intorno a quel ponte: chi sta sotto o accanto per esempio. Come tutte le parole “ponte” è “polisemica”. Consente di collegare, ma anche di escludere, continuando a evitare, a non vedere, a non avvertire il bisogno di conoscere.

David Bidussa, storico sociale delle idee

(9 agosto 2015)