…irrazionalismo
Davvero imperscrutabili i criteri di selezione delle notizie da parte dell’informazione italiana. Abbiamo passato un’estate a seguire ogni starnuto di Varoufakis e ogni alzata di sopracciglio di Schauble (ho sentito analisi di psicologi interpellati sulla mimica facciale dei leader europei), ma sul voto catalano di domenica scorsa, potenzialmente altrettanto esplosivo per gli equilibri del Continente, pochissime parole. Il Tg1 delle 20.00 ha dato la precedenza a servizi sulle piante aromatiche, il Tg7 ha invece insistito sui vari gossip politici nostrani. Purtroppo, però, la realtà va avanti anche se non se ne parla e se non la si interpreta, si manifesta all’improvviso e in tutta la sua durezza. La situazione spagnola è l’ennesima espressione di un imperante irrazionalismo europeo, che comprende populismo di destra, di sinistra, sovranisti (neologismo lepenista e leghista), indipendentisti, muri di varia natura, partiti nazistoidi… Tutti diversi, ma accomunati da un atteggiamento: quando chiedi loro come possa realizzarsi un progetto politico che fa acqua da tutte le parti, ti urlano in faccia qualche slogan e la discussione si chiude lì. Come si faccia a dialogare in queste condizioni resta un mistero, speriamo in un ravvedimento collettivo: pessimismo della ragione, ottimismo della volontà.
Davide Assael, ricercatore
(30 settembre 2015)