precarietà…

Percepire la precarietà della vita – tema fondante la ricorrenza di Sukkoth che sta terminando – non significa in nessun modo sminuire il valore assoluto della vita umana. Vivere una settimana nella Sukkah non può e non deve significare il dover contemplare la possibilità di cadere sotto i colpi di arma da fuoco tornando a casa con i propri figli o quella di essere accoltellati mentre ci si reca a pregare al Kotel.

Benedetto Carucci Viterbi, rabbino

(4 ottobre 2015)