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Ticketless – L’amore ai tempi dell’emancipazione

cavaglion Si presenta a Firenze, domani pomeriggio, al Vieusseux un singolare carteggio d’amore, una doppia coppia di fidanzati (Giulia Ambron, Costante Carpi e Ada Carpi, Leone Neppi Modona) si scambia delicate effusioni epistolari, in uno stile garbato e toccante. Parlo oggi più volentieri di questo libro, perché la cronaca di politica italiana e mediorientale indurrebbero alla malinconia. Pubblica il volume, con titolo adeguatamente romantico (“Di amare e di essere amata non osavo sperarlo”), l’editore Aska di Firenze per le pazienti cure di Lionella Neppi Modona Viterbo, con introduzione di Caterina Del Vivo. Il carteggio a stampa è solo una porzione dell’epistolario d’amore completo, davvero imponente, consultabile in rete con un ebook disponibile nel sito dell’editore. Vengono a mente, per affinità, le magnifiche lettere d’amore dell’ebrea di Odessa Elena Raffalovich, indirizzate a Comparetti, amore sfortunato, più sfortunato di quello qui presentato o il carteggio dei Franchetti, pure questo disponibile da tempo.
Se una cosa distingue gli ebrei dell’Ottocento è la loro passione per le corrispondenze, d’amore e non soltanto d’amore. Scrivevano tantissimo. E conservavano tutto, proprio tutto.È un peccato che nessuno studioso – e nessun editore dotato di fiuto – abbia fino a oggi pensato a promuovere in Italia l’equivalente di un fortunato studio di ormai parecchi anni fa stampato in Germania, a cura di uno dei massimi storici dell’ebraismo tedesco una storia degli ebrei nell’età della loro emancipazione costruita attraverso le lettere. Non un romanzo epistolare, ma una storia-epistolare. Disponiamo di repertori vastissimi, anche da noi. Come dimostra questo libro d’amore, le lettere meglio dei documenti pubblici restituiscono quadri interni di vita ebraica quotidiana, testimonianza della religione domestica immortalata in un celebre discorso di Rosselli a Livorno nel 1924. Ne verrebbe fuori un affresco stupefacente che nessun altro libro di ricerca storiografica saprebbe ricostruire.

Alberto Cavaglion

(28 ottobre 2015)