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Comics&Jews
Il segno di Israele e l’identità
Pagine Ebraiche apre la strada

Lucca - comics&Jews Hanuka e Lavie“Per aver saputo raccontare con ironia in un personale ‘diario grafico’ la quotidianità di una vita ‘normale’ nonostante tutto, grazie a una serie di tavole auto-conclusive che manipolano in maniera eccelsa la grammatica del fumetto, il Gran Guinigi come Miglior Autore Unico va a Asaf Hanuka”. Poche ore prima Asaf Hanuka camminando verso la sala dove poco dopo si sarebbe tenuta la presentazione del dossier Comics&Jews, che Pagine Ebraiche ogni anno dedica al rapporto fra fumetto e cultura ebraica, si guardava intorno un po’ stupito dalla folla, e raccontava come lo abbia sempre sorpreso il suo successo in Italia. Non sapeva che al vincitore del Gran Guinigi è dedicata la mostra principale dell’edizione successiva di Lucca Comics, e parlava della premiazione prevista per la serata come di una cosa che non lo riguardava affatto. Anche Boaz Lavie, sceneggiatore dell’ultimo lavoro pubblicato dai gemelli Asaf e Tomer, Il Divino, pareva prenderlo affettuosamente in giro: “Pensa, Asaf, potresti tornare a Lucca il prossimo anno!”. Parevano discorsi lontani, una chiacchierata scherzosa passeggiando per Lucca, in una giornata incredibilmente calda e soleggiata. E, invece, di nuovo uno dei protagonisti del dossier Comics&Jews – distribuito in centinaia di copie insieme a Pagine Ebraiche, a cura del festival, è il vincitore del premio maggiore in uno dei maggiori festival internazionali dedicati al fumetto. Era stato Walter Chendi, nel 2010, autore di La porta di Sion (Edizioni BD), mentre nel 2013 il premio era andato a Rutu Modan, con La proprietà (Lizard-Rizzoli) protagonista sia del dossier Comics&Jews che di una grande intervista e che aveva partecipato alla presentazione del dossier in una intervista doppia insieme a un altro grande nome, il canadese Guy Delisle. L’anno successivo, protagonista sia della grande mostra organizzata dal Festival che di un documentario prodotto da Lucca Comics con l’aiuto sia dell’ambasciata israeliana in Italia che della redazione di Pagine Ebraiche, Rutu Modan era tornata a Lucca con la sua ritrosa allegria e disponibilità, partecipando anche a un laboratorio organizzato da DafDaf per Lucca Junior.
cover PE 11-15 Hanuka e SfarGeneroso di tempo e di pensieri, Asaf Hanuka ha raccontato la sua collaborazione con il gemello Tomer, con cui “Abbiamo passato tanto tempo a disegnare insieme, fino al quando abbiamo fatto il servizio militare… Dopo i tre anni nell’esercito, invece, le nostre strade si sono divise: Tomer è andato a New York, dove ha vissuto vent’anni, mentre io sono stato quattro anni a Parigi prima di tornare in Israele.” Disegnatori entrambi, in un certo senso si completano e, come ha raccontato Asaf “Lavorare insieme per noi è naturale. Il Divino in un certo senso è una celebrazione, la gioia per l’essersi ritrovati. Ed è con fiducia assoluta che ci dividiamo i compiti e completiamo a vicenda: so che Tomer è più bravo nel visualizzare, nel creare immagini forti, che colpiscono, mentre io sono migliore nello storytelling, e nel progettare la struttura delle pagine. Io disegno una tavola e la passo a Tomer, e so che lui cancellerà molto, tutti i volti, per esempio, e con il suo intervento il risultato sarà migliore”. Due gemelli legatissimi, che raccontano la storia di due gemelli, grazie anche alla sceneggiatura di Boaz Lavie, che ha spiegato di non essere uno scrittore di fumetto: “Faccio tutt’altro. Scrivo, faccio lo sceneggiatore per la televisione, sono film-maker, e per me l’interessante non è scrivere graphic novel, ma scriverli con loro”. L’apprezzamento dei lettori italiani è grande, quasi sorprendente per Asaf: “Ho una pagine su facebook, e ho notato da tempo che gli italiani sono particolarmente presenti. Molto più di francesi tedeschi o spagnoli, per esempio. Non so perché… forse ha a che fare con qualcosa di mediterraneo, in cui gli italiani si riconoscono. Per esempio in KO a Tel Aviv disegno me stesso, sono io il personaggio, e mi disegno con le sopracciglia folte – spiega ridendo – come le mie. I francesi invece le sopracciglia se le depilano”. E anche KO a Tel Aviv è pubblicato da Bao publishing, editore che ha avuto la capacità di continuare a produrre albi di qualità, particolari, difficili, nonostante l’enorme successo di Zerocalcare, suo autore di punta. Candidato anche al premio come miglior serie era protagonista del dossier Comics&Jews dello scorso anno, mentre l’uscita del terzo volume è prevista per gennaio, in tempo per il Festival International de la Bande Dessinée di Angoulême. Sperando in un ulteriore successo, come già era stato per Rutu Modan, anche lei sulla copertina di Pagine Ebraiche a Lucca, come oggi i due Hanuka, insieme a Joann Sfar, che aveva vinto il Gran Guinigi nel 2004.

Ada Treves twitter @atrevesmoked


A Il Divino, l’ultima opera dei gemelli Asaf e Tomer Hanuka, con la sceneggiatura di Boaz Lavie, il dossier Comics&Jews ha dedicato notevole spazio. In distribuzione in questi giorni con il numero di novembre di Pagine Ebraiche, il dossier ha puntato molto sulle ultime opere di Joann Sfar e sul team israeliano i cui nomi compaiono nella prima pagina del giornale e a cui la giuria di Lucca Comics ha attribuito il premio maggiore rispettivamente nel 2004 e nel 2015.

Dolore, avventura e la realtà quotidiana
Un popolo oppresso del sud-est asiatico è il mondo di Asaf e Tomer Hanuka e Boaz Lavie. Tra fantasy e realismo

Hanuka e Lavie, Il DivinoUna fotografia, scattata nel dicembre del 1999, ritrae Johnny e Luther Htoo. Gemelli, poco più che dodicenni, hanno guidato un esercito contro le truppe birmane, arroccati su una montagna al confine con la Thailandia. Talmente implacabili da alimentare la voce che fossero dotati di poteri sovrannaturali, e che gli spiriti dei guerrieri Karen – il popolo di cui sono parte – fossero scesi in guerra al loro fianco. Il loro sogno fu cancellato da un’azione militare congiunta organizzata dai due governi, birmano e thailandese, che sterminò tutto il loro esercito, mandando in frantumi le speranze dei Karen. L’immagine dei due ragazzi, però, aveva già fatto il giro del mondo, colpendo l’immaginazione di un’altra coppia di gemelli, gli israeliani Asaf e Tomer Hanuka, entrambi geniali e vulcanici, e già noti rispettivamente per KO a Tel Aviv (di cui si è occupato il dossier Comic&Jews 2014) e Tropical Toxic. Serviva uno sceneggiatore… e l’intesa perfetta con lo scrittore, filmmaker e game designer Boaz Lavie ha portato Il Divino – questo il titolo del graphic novel pubblicato in Italia da Bao – nella classifica dei best seller del New York Times. Pubblicato prima in Francia – da Dargaud, ovviamente – il volume ha ricevuto recensioni estremamente positive, con Le Monde in testa, e Eric Libiot che per il colore (opera di Tomer Ha- nuka) ha addirittura fatto un paragone con le tavole di Hergé. “Anche se siamo solo all’inizio dell’anno, possiamo già dire che sarà una delle migliori uscite del 2015”, aveva scritto un sito francese specializzato in fumetti, e pochi mesi dopo, all’uscita negli Usa (con First Second Book) il Publishers Weekly ha riproposto la stessa valutazione. “Stunning artwork and creepy dread”, oppure, anche “Heady, hellacious and phantasmagoric”: tutte espressioni di entusiasmo per la missione di mercenari nel sud-est asiatico che si trasforma, grazie alla direzione di Lavie che imprime alla vicenda un ritmo sempre più veloce, nella liberazione quasi sovrannaturale di un paese oppresso. autoritratto Asaf HanukaUn’esplosione di trovate che si succedono a ritmo incalzante, l’arte e la professionalità dei gemelli Hanuka, ormai definitivamente affermatisi nell’olimpo delle firme più attese, per una storia che molto concede al fantastico e al misterioso, senza però dimenticare – questo il segno forte soprattutto di Asaf – il confronto con la realtà e il rap- porto profondo con i problemi che potrebbe affrontare ogni lettore. Il suo autoritratto, pubblicato qui a fianco, ben racconta l’esigenza dell’autore israeliano di confrontarsi con le difficoltà e la sofferenza, il tormento e il dolore, presenti anche in un graphic novel in cui l’avventura e il fantastico, e il mondo a tratti primitivo ed esotico sono solo un pretesto. Si mettono in gioco con la tecnica e il virtuosismo, i fratelli Hanuka, in un complesso gioco di rimandi iconici che quasi stordisce, in una storia che non percorre mai strade facili e anzi pare sempre essere sull’orlo del precipizio. Si può raccontare Il Divino come “Due amici, una missione da mercenari nel sudest asiatico, soldi facili. Ma dietro l’angolo si nasconde la minaccia soprannaturale che protegge quelle terre, ferite e lacerate da una lenta invasione silenziosa che le ha divestite della loro dignità. E gli antichi paladini sono stanchi di stare a guardare. Scorrerà il sangue”, come scrive Bao presentando il volume, ma tra le sfumature inquietanti della pagine di Lavie e dei due Hanuka è impossibile non cogliere il racconto del dolore e della sofferenza, del male e della guerra. In un luogo dove non tutto può essere bianco o nero, giusto o sbagliato.
Spesso rimane solo un grigio e faticoso tentativo di divincolarsi. Perché di fronte al male e alla sofferenza non è sempre possibile trovare la via d’uscita.

Ada Treves twitter @atrevesmoked
da Pagine Ebraiche, novembre 2015

(1 novembre 2015)