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Lo scandalo necessario

jesurumLe associazioni dei musulmani d’Italia hanno dunque indetto per sabato, in Piazza Santi Apostoli a Roma, una manifestazione nazionale di “dura condanna della recente strage di Parigi, esprimendo il più profondo sentimento di vicinanza al popolo francese e a tutti i familiari delle vittime così barbaramente uccise”. Contemporaneamente lanciano un appello per “una solida svolta nei rapporti con la società civile e lo Stato italiano di cui siamo e ci riteniamo parte integrante”.
Chiedono alle musulmane e ai musulmani di mobilitarsi “isolando ogni pur minima forma di radicalismo”, di proteggere “le giovani generazioni dalle conseguenze di una predicazione di odio e violenza in nome della religione; un cancro che offende e tradisce il messaggio autentico dell’Islam, fede che viviamo e interpretiamo quale via di dialogo e convivenza pacifica, insieme a tutti i nostri concittadini senza alcuna distinzione di credo”.
​Un passo lo hanno dunque fatto. Era ora. Adesso dimostrino decisione, fermezza, risolutezza. Per loro stessi oltre che per noi. L’avevamo già detto all’indomani dei massacri a Charlie Hebdo e all’Hyper Cacher: serve una Rossana Rossanda islamica. Rossanda, la dirigente comunista che nel marzo 1978, in pieno sequestro Moro, incitò ad avere il coraggio di dire che per capire il linguaggio e l’ideologia delle Brigate rosse non c’era da andare lontano, che l’uno e l’altra erano quelli del comunismo anni Cinquanta, che le Br non venivano dal nulla, che non erano schegge impazzite bensì una pagina dell’album di famiglia della Sinistra. Fu allora, quando la Sinistra lo isolò, che il terrorismo iniziò a essere sconfitto.
​L’Islam ha bisogno di uno ‘scandalo’ analogo, di qualcuno nelle sue file che abbia la lucidità intellettuale e la forza di dire che se gli assassini fanno stragi, sgozzano, violentano donne, predicano la guerra santa invocando Allah e il suo Profeta, ‘giustificando’ le loro gesta in nome e per la maggior gloria dell’Islam, ciò non può essere pura casualità. I musulmani devono affermare a voce sempre più alta che – come ha scritto il rav Jonathan Sacks – “non si tratta di un atto di santità, ma di sacrilegio”. Devono ammettere per primi che tra Califfato e Islam qualche legame esiste. Distorto, erroneamente interpretato quanto si vuole, però qualcosa che riguarda l’Islam reale c’è. Senza dimenticare mai che – cito ancora il rav Sacks – il Daesh non è la vera faccia dell’Islam. La stragrande maggioranza dei musulmani è tutt’altro che criminale, è esattamente come ognuno di noi, e da questa stragrande maggioranza – in questa stragrande maggioranza – deve partire un dibattito pubblico e sofferto che isoli veramente i criminali. Affrontando anche – tanto per essere chiari – la questione del terrorismo di Hamas e il riconoscimento dell’esistenza dello Stato di Israele.

Stefano Jesurum

(19 novembre 2015)