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fratelli…

Qual è lo scopo della cooperazione tra le tre religioni monoteistiche? Non è quello di adularsi o di confutarsi a vicenda, ma di aiutarsi reciprocamente nella terribile crisi morale e spirituale che viviamo qui e ora (sopratutto dopo i fatti di Parigi); rinnovare nei cuori l’insegnamento morale e spirituale delle parole della Bibbia.
L’Islam, tuttavia, deve mettere in atto una auto-comprensione delle proprie categorie di pensiero fondamentali, ripartendo da una nuova esegesi della Bibbia e del Corano, specificatamente riguardo il suo rapporto con i non musulmani (“Infedeli”). Il Cristianesimo ha già iniziato questo cammino al più tardi a partire dal Concilio Vaticano II. Se anche l’Islam non lo farà, finirà fagocitato dall’estremismo di IS e dalle sue categorie di pensiero: “i figli della luce contro i figli delle tenebre”.
Le tre religioni dei figli di Avraham sono composta dai discendenti rispettivamente di Yshmael (Islam), Yacov (Israel) ed Esav (Cristianesimo). Tuttavia, l’Elezione di Yitzchak, nella lettura tradizionale, non esclude Yshmael; il Patto con Yacov non esclude Esav.
Siamo tutti e tre amati dal D-o vivente, anche se abbiamo tutti è tre un ruolo differente (spirituale e materiale), stabilito dalle rispettive benedizioni date da D-o. Tra fratelli non ci deve essere conflitto. Le diversità uniscono.

Paolo Sciunnach, insegnante

(23 novembre 2015)