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Argentina, un rabbino nel nuovo governo

Uno dei maggiori esponenti del mondo ebraico sudamericano, il rabbino Sergio Bergman, 53 anni, entra nella compagine di governo del nuovo presidente Mauricio Macri con l’incarico di ministro dell’Ambiente e dello Sviluppo Sostenibile.
Si tratta di uno storico evento per la comunità ebraica argentina, che è la più grande e vivace del continente.
Bergmann, che è rabbino della sinagoga riformata Congregación Israelita de la República Argentina (la più antica del paese) e che appare come uno degli uomini chiave dell’esecutivo che va formandosi, è anche chimico, scrittore e docente universitario oltre che deputato del Parlamento nazionale.
Fermo oppositore dell’accordo siglato nel 2013 tra i governi di Buenos Aires e Teheran per una comune investigazione sull’attentato all’Associazione Mutualità Israelita Argentina del 18 luglio 1994 in cui furono uccisi 85 innocenti e in cui significative appaiono le responsabilità iraniane, Bergman può contare in questo sul pieno supporto del neo presidente.
“Come promesso in campagna elettorale, proporremo al Congresso di annullare gli effetti di questo accordo”, ha affermato Macri nel corso della prima conferenza stampa dopo l’elezione.
Assieme al collega Abraham Skorka, Bergman ha inoltre dimostrato familiarità anche con Jorge Bergoglio, ancor prima della sua nomina a guida suprema della Chiesa cattolica.
(Nell’immagine Mauricio Macri con Sergio Bergman)