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pace…

“e mandò Giacobbe degli angeli davanti a sé”, per placare la sua ira, come è detto: “lodiamo (anche) il nemico malvagio per via della pace”.
E per quale motivo Giacobbe ebbe grande timore? Disse rav Shmuel bar Nachman: vieni e guarda i Giusti, quanto sono timorosi del peccato, poiché anche dopo tutte le promesse fatte da D-o a Giacobbe, ancora egli temeva di sbagliare verso Esaù. Disse Rabbi Yochannan: chiunque debba affrontare un re o un governo e non conosce chi ha di fronte, si legga questo brano e imparerà la pacificazione e la benevolenza.
Nemmeno gli angeli sono riusciti a placare l’ira di Esav.
“E corse Esaù verso di lui, lo abbracciò, gli si gettò al collo, lo baciò e piansero entrambi”: è chiaro che Esaù odiava Giacobbe, ma in quel momento prevalse in lui la misericordia sincera.
È proprio evidente che la riconciliazione tra fratelli e la pacificazione tra i popoli si ottiene soltanto tramite il dialogo sincero, tramite l’incontro faccia a faccia.
Senza alcun intermediario. Al fine di vedere il volto divino che c’è sempre in colui che sta di fronte a noi.
E direte: “ecco, anche il tuo servo Giacobbe è dietro di noi, perché ha detto: espierò (cancellerò) il risentimento che è sul suo volto (anche) attraverso il dono che mi precede e dopodiché vedrò il suo volto, forse allora mi perdonerà (innalzerà il mio volto, mi guarderà in faccia e mi benedirà)”.
E vedere il volto divino che è nell’altro difronte a noi è prerogativa e virtù del popolo di Israele:
“Non più Giacobbe sarà detto il tuo nome, ma Israele”. “Israel” – colui che retto difronte a D-o. “Perché hai combattuto (primeggiato) con D-o e con gli uomini e hai vinto”.
Giacobbe in esilio è consapevole di non poter comprendere cosa passa nella mente di D-o. Sa di non poter conoscere le vie di D-o. Tuttavia vuole costringerlo a mostrargli il suo volto. D-o si nasconde ma non è mai indifferente: “veramente tu sei un D-o nascosto, D-o di Israele, salvatore” (Isaia 45, 15). Giacobbe deve anche rimanere integro moralmente verso il prossimo e vedere l’immagine divina nel volto di Esaù, suo fratello.
“Peniel”: il mio volto si è rivolto a D-o. I volti di D-o. Nell’esilio ci si deve rivolgere D-o per scorgerne il volto nascosto dietro gli eventi di fronte al nostro prossimo.
“Attraversò Penuel”: vi rivolgerete a D-o per superare l’esilio. Cercate D-o dove si fa trovare.
“Zoppicava”: l’esilio lascerà un segno su Israele. Israele è tale proprio in quanto claudicante e umile. Come Mosè balbuziente.

Paolo Sciunnach, insegnante

(7 dicembre 2015)