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Luci di Chanukkah

alessandro-trevesAlcuni aggiornamenti sull’accensione di luci fra i giovani israeliani, la settimana passata.
Non hanno acceso le candeline i ‘giovani delle colline’ fermati perché sospettati di aver dato fuoco alla casa della famiglia Dawabsheh nel villaggio di Duma, il 31 luglio, causando il rogo in cui perirono il piccolo Ali Sa’ad ed in seguito, per le ustioni riportate, entrambi i genitori. Secondo quanto denuncia Uzi Baruch il 9 dicembre su Arutz Sheva, l’emittente della destra religiosa, non gli sarebbe stato permesso dagli investigatori: “sono sistematicamente violati i diritti civili degli indagati” sostiene il rabbino di Kokhav Hashahar in Samaria, Rav Ohad Krakover: “non è stato loro permesso di accendere le luci di Chanukkah, né di mettere i tefillin”.
Ha acceso invece l’immaginazione di molti giovani startuppari Gigi Levy-Weiss, ‘angelo investitore’ con al suo attivo investimenti in ben 67 start-up, in un affollato incontro in un bar di Tel Aviv. Intervistato da Inbal Orpaz su Haaretz del 10 dicembre, Levy-Weiss ha detto fra l’altro che la sua decisione di investire in una start-up, e gliene propongono circa otto al giorno, dipende solo per il 5% dall’idea, mentre per il 25% dalle condizioni di quel settore di mercato e per il restante 70% dalla qualità della squadra che gliela propone.
E infine hanno acceso 24 luci da un milione e mezzo di Euro ciascuna i 24 giovani ricercatori israeliani che hanno vinto gli ultra-selettivi ERC starting grants dell’Unione Europea, come riferisce Dudi Goldman su Ynet il 10 dicembre. Con 24 finanziamenti sui 291 assegnati in totale, Israele è al primo posto in rapporto alla popolazione del paese, a dimostrazione di come la partecipazione ai programmi della ricerca europea, che il governo Netanyahu ha più volte minacciato di sospendere irritato dal divieto europeo di finanziare istituzioni che operano nei territori occupati, generi in realtà un cospicuo ritorno, non solo economico ma ancor più di prestigio, per le punte di eccellenza scientifica della gioventù israeliana.

Alessandro Treves, neuroscienziato

(13 dicembre 2015)