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Spotlight – Portman nei panni della First Lady
Natalie, essere Jackie Kennedy

natalie jackie “Per quanto riguarda il mio aspetto fisico, sono alta un metro e sessanta, ho i capelli castani, il volto squadrato e gli occhi così disgraziatamente distanti l’uno dall’altro che mi ci vogliono tre settimane per riuscire a trovare un paio d’occhiali che si adattano al mio naso. Il mio viso non ha niente d’eccezionale, ma se mi vesto come si deve posso sembrare snella”. Si descriveva così Jacqueline de Bouvier, meglio conosciuta come Jackie Kennedy per il suo matrimonio con il presidente statunitense, in un autoritratto inviato alla rivista Vogue per partecipare al concorso letterario del Prix de Paris nel 1951. A questo ritratto ha dovuto far di tutto per assomigliare Natalie Portman, che sarà protagonista di un film biografico intitolato Jackie, prodotto da Darren Aronofsky, la cui uscita è prevista per il 2017. La prima fotografia di Portman nei panni di una delle più grandi icone di stile degli anni ’60, scattata dal regista Pablo Larraín, ha già fatto il giro del web, aprendo un dibattito sulla somiglianza tra le due che fa già crescere l’attesa per la pellicola.
jackieCapelli cotonati, tailleur rosso con grandi bottoni laterali e scollo a barca, filo di perle al collo, rossetto scarlatto. Mani incrociate davanti, un sorriso appena accennato. Si presenta così la Natalie-Jackie, in una posa e una mise direttamente ispirate al documentario A Tour of the White House, girato nel 1962, in cui l’allora moglie del presidente John Fitzgerald Kennedy – guai a chiamarla First Lady, diceva che le sembrava il nome di un cavallo – portava il pubblico in una visita guidata alla Casa Bianca, di cui aveva personalmente curato il ripristino e il riallestimento degli interni.
A interpretare Jackie hanno già provato diverse attrici – tra cui Jaclyn Smith, Roma Downey, Jacqueline Bisset, Jeanne Tripplehorn, e Katie Holmes – ma Aronofsky a marzo ha annunciato di aver scelto Portman rinnovando la loro collaborazione che l’ha portata a vincere l’Oscar nel 2011 per Il cigno nero. Il film era stato originariamente concepito dallo stesso Aronofsky insieme all’attrice Rachel Weisz, sua fidanzata di allora , come una mini serie per il canale statunitense HBO già nel 2010. E in effetti aveva fatto parlare di sé anche in quel periodo, dal momento che la sceneggiatura di Noah Oppenheim era al secondo posto della Black List del 2010, ovvero l’elenco delle migliori sceneggiature di Hollywood di quell’anno che non avevano trovato una produzione, e a un certo punto era circolato anche il nome di Steven Spielberg, che aveva poi invece rinunciato.
Nella sua nuova versione il biopic racconterà i quattro giorni che seguirono la morte del presidente Kennedy, ucciso a Dallas il 22 novembre 1963, per la prima volta dal punto di vista della vedova. Il coraggio e il contegno da lei dimostrati in quell’occasione le procurarono un’enorme ammirazione, tanto che in tutti i ricordi di quel giorno non si manca mai di citare quello che fu il commento del giornale britannico London Evening Standard: “Jacqueline Kennedy ha dato al popolo americano una cosa che gli era sempre mancata: la maestà”.

Francesca Matalon twitter @fmatalonmoked

(20 dicembre 2015)