Il patrimonio perduto
Nel 1934, in Germania, in occasione di un banchetto, il ministro dell’istruzione nazista Bernhard Rust chiese al noto matematico David Hilbert “se l’istituto di matematica dell’Università di Göttingen avesse davvero sofferto tanto per l’espulsione dei membri di origine ebraica”. Hilbert rispose: “Sofferto? L’istituto non esiste più, questo è accaduto!”.
A qualche settimana dal giorno della memoria, trovo interessante riportare questo aneddoto. Per ricordare non solo le vite che le leggi razziste e la Shoah distrussero, ma anche quell’inestimabile contributo e patrimonio intellettuale che il popolo ebraico apportò alla civiltà occidentale, e che il nazismo irrimediabilmente cancellò. Il ricordo della Shoah, così come il futuro della cultura ebraica e di Israele, dovrà sempre attingere anche a quel passato precedente alla tragedia per poter plasmare la propria identità e il proprio futuro.
Francesco Moises Bassano
(15 gennaio 2016)