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Storie – La domanda

mario avagliano“Dov’è dunque Dio? Ed io sentivo in me una voce che gli rispondeva: Dov’è? Eccolo, è appeso lì, a quella forca…”.
Così scrive Elie Wiesel nel romanzo La notte, che costituisce uno dei più alti testi della letteratura mondiale che ci accompagna nei profondi abissi della Shoah.
Quella stessa domanda drammatica, che tutti coloro che morirono o sopravvissero ai campi di sterminio si sono posti (ebrei e non), risuona anche nel testo teatrale Il processo di Shamgorod, altra straordinaria opera di Wiesel (pubblicata in Italia da Giuntina), che ha per oggetto un pogrom terribile in Polonia, uno dei tanti di cui furono oggetto le comunità ebraiche. Tutti gli ebrei del villaggio furono uccisi, si salvarono solo un taverniere e la sua giovane figlia.
“Voglio capire perché Dio dia agli assassini la forza e alle vittime le lacrime, l’impotenza e la vergogna”, fa dire Wiesel a uno dei protagonisti.
Ecco perché, fra i tanti appuntamenti della Giornata della Memoria, segnalo la rappresentazione di questa pièce teatrale, per la regia di Mario Palmieri, in programma il 23 gennaio (ore 21) presso l’Associazione Socio Culturale Villa Carpegna, in Viale di Valle Aurelia n. 129, a Roma.
Ricordando, con le parole di Wiesel, sopravvissuto ad Auschwitz e Premio Nobel per la pace, che “Chi ascolta un superstite dell’Olocausto, diventa a sua volta un testimone”.

Mario Avagliano

(19 gennaio 2016)