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Qui Firenze – Nove voci, nove emozioni

testimoniAppuntamento, ancora una volta, al Palamandela. E una nuova volta, molte migliaia di ragazzi da tutta la Regione hanno risposto presente. Oltre ottomila infatti gli studenti che hanno partecipato all’incontro con nove Testimoni dell’abominio nazifascista svoltosi quest’oggi a Firenze, iniziativa tra le più significative organizzate in questi giorni dalla Regione Toscana. “Voi che vivete sicuri. Accoglienza e respingimenti ieri e oggi” il tema dell’evento, coordinato da Ugo Caffaz, che ha messo in relazione gli orrori di ieri con l’importanza di opporsi a nuovi episodi di barbarie e a nuove negazioni di diritti nel mondo.
Protagoniste dell’incontro le sorelle fiumane Andra e Tatiana Bucci, che nel pomeriggio riceveranno la cittadinanza onoraria di Firenze in Palazzo Vecchio. E ancora, tra gli altri, Piero Terracina, Vera Jarach Vigevani e Kitty Braun.
“Non arrendetevi, non accettate l’evidenza delle cose, siate sempre curiosi della vostra libertà e utilizzatela per combattere tutto ciò che rappresenta violenza, diseguaglianza e minaccia all’essere umano” il messaggio del sindaco Dario Nardella, salito sul palco assieme al governatore Enrico Rossi.
“Oggi davanti a 8500 ragazzi i testimoni hanno scavato nelle nostre ferite sempre aperte. Lo splendido discorso di Bernard Daka, presidente del parlamento studentesco toscano e le le luci dei cellulari che hanno ondeggiato prima poche e poi numerosissime all’interno del Mandelaforum, sono un balsamo. La società civile ha bisogno di questi giovani: per non dimenticare e per restare ‘civile'”, dichiara la presidente della Comunità ebraica Sara Cividalli.
In queste intense ore di Memoria a Firenze sono stati inoltre presentati gli atti della giornata di studi “Matite razziste. Antisemitismo e razzismo nell’illustrazione del periodo fascista”, a cura di Giovanna Lambroni e Dora Liscia Bemporad. Con l’intervento di Ugo Caffaz, Marta Baiardi e Alberto Boralevi, presidente della Fondazione Ambron Castiglioni. Contemporaneamente è stata inaugurata la mostra bibliografico-documentaria “A lezione di razzismo. Scuola e libri durante la persecuzione antisemita (1938-1943), esposta fino al prossimo aprile,promossa e organizzata dalla Comunità ebraica di Firenze, dalla Fondazione Ambron Castiglioni con la collaborazione di INDIRE (Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa). Un progetto curato, oltre che da Lambroni e Bemporad, anche da Pamela Giorgi.
Tema dell’esposizione è il ruolo dell’immagine nella diffusione del razzismo, ampiamente diffuso sotto il fascismo. Educatori, scrittori, artisti, illustratori – viene infatti spiegato – in molti contribuirono a diffondere il seme del razzismo, traducendo in linguaggio pedagogico e in figure accattivanti temi ed atteggiamenti in cui la diffidenza pregiudiziale verso l’altro, nero, ebreo, fisicamente diverso o di razza non ariana, contribuiva alla realizzazione di un progetto educativo di creazione del “noi”.
Una particolare sezione è dedicata alla testimonianza personale del piccolo Leo Neppi Modona che, trasferitosi nel 1938 a Firenze con la famiglia, frequentò la sezione “speciale per alunni di razza ebraica” dell’istituto “Regina Elena” in via Masaccio di cui si ritrovano tracce nei registri dell’Ispettore Scolastico delle scuole elementari di Firenze. Il piccolo Leo in questi anni racconta in un diario, “Barbari nel XX secolo”, la sua esperienza durante le leggi razziali mentre nel “quaderno di esercitazioni” conservato all’Indire parla dei libri ricevuti in dono in questi anni.

(27 gennaio 2016)