Informazione – Intenational Edition
Venezia, quando la Storia insegna la Libertà
È ancora una volta Venezia la grande protagonista dell’edizione internazionale di Pagine Ebraiche. Si sono infatti ufficialmente aperte le iniziative legate ai cinquecento anni dall’istituzione del Ghetto della città, con una serata-concerto nello storico Teatro La Fenice, con il direttore israeliano Omer Meir Wellber che ha condotto l’orchestra nella Sinfonia n.1 in re maggiore Titano di Gustav Mahler. Nell’uscita dedicata ai lettori di tutto il mondo, il giornale propone le versioni integrali in lingua inglese dei discorsi tenuti alla Fenice dal presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Renzo Gattegna, dal presidente della Comunità di Venezia Paolo Gnignati, dal presidente del World Jewish Congress Ronald Lauder.
“Il ghetto è un tema antico, ma purtroppo ancora molto attuale; non è tanto o soltanto uno spazio fisico, un quartiere con le sue strade, le sue piazze e i suoi confini, ma concettualmente è l’archetipo di ogni forma di esclusione, di isolamento, di indifferenza, di rifiuto estremo e totale dell’altro, del diverso o presunto tale, spesso a causa di consolidati pregiudizi”, ha sottolineato Gattegna, rimarcando l’importanza di considerare l’anniversario non come un’occasione di celebrazioni, ma un momento per riflettere.
“Come ebrei veneziani non siamo certo orgogliosi che il mondo ci sia debitore di questo termine. Segnando l’anniversario vogliamo, invece, sottolineare anzitutto la capacità e la caparbietà di un gruppo che, a dispetto delle condizioni e contro ogni ragionevole aspettativa, riuscì a rendere il Ghetto un luogo di sviluppo della Tradizione ebraica ed un crocevia culturale dove ebrei di diverse provenienze costruirono splendide Sinagoghe, fecero stampare per primi il Talmud e, cosa ancor più importante, seppero indomitamente, nei secoli mantenere una propria forte ed autonoma identità, porsi in dialogo ed influenzare la società circostante” ha evidenziato Gnignati.
“Non è facile ricordare gli avvenimenti del passato e le azioni compiute nel passato che erano sbagliate. Provocano in noi un senso di imbarazzo. È naturale, per tutti gli esseri umani. Ma ricordare in un contesto pubblico un errore è, a mio parere, segno di grande coraggio e forza” ha notato Lauder.
Su Pagine Ebraiche International Edition anche la prolusione dello storico britannico Simon Schama, che ha ripercorso alcune tappe della storia del Ghetto di Venezia, concentrandosi tra l’altro sulla figura del rabbino Leon Modena.
Racconta la storia di un’abitante del Ghetto anche il professor Daniel Leisawitz del Muhlenberg College (Allentown, Pennsylvania, USA), nella sua nuova rubrica Altrove/Elsewhere. Si tratta di Sarra Copia Sulam, vissuta nella prima metà del ’600, capace di attrarre nel suo salotto intellettuali e artisti, e di difendersi contro le diffamazioni di chi tentò di approfittare della sua doppia condizione di debolezza di donna e di ebrea, grazie all’arguzia della sua penna.
Presentata anche la Bologna Children’s Books Fair, il più importante appuntamento internazionale dedicato ai libri per ragazzi. Come ogni anno nel corso della rassegna viene distribuito Pagine Ebraiche, con il dossier sul tema “Leggere per crescere” curato dalla giornalista Ada Treves: presentata in inglese la sua introduzione.
Riflette sulla Megillat Ester invece Yaakov Mascetti, docente dell’Università di Bar Ilan, che approfondisce i temi della narrazione legati al rapporto tra individuo e collettività, prendendo ispirazione dalle relazioni tra i vari personaggi, da quella tra Achashverosh e Vashtì a quella tra Hamman e Mordechai.
Il Bechol Lashon di questa settimana è in spagnolo, con un testo di rav Roberto Della Rocca tradotto da Giulia Castelnovo, una delle studentesse della Scuola superiore interpreti e traduttori di Trieste che sta svolgendo il suo tirocinio presso la redazione di Pagine Ebraiche.
Il direttore Guido Vitale sceglie per il suo It Happened Tomorrow, le parole del premier israeliano Benjamin Netanyahu, che condivide con il giornale tedesco Die Welt, un suo ricordo del giornalista ed editore Alex Springer sul Muro di Berlino, spartiacque tra libertà e schiavitù.
Rossella Tercatin
(4 aprile 2016)