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Firenze – Dialogo, incontro a tavola

dialIncontrarsi a tavola per gettare un ponte che unisca momenti di convivialità e riflessione. Confrontarsi sul valore del cibo come elemento unificante e punto di partenza per un percorso condiviso e permanente. Questo il senso del primo appuntamento del ciclo “La religione è servita. Ebrei, cristiani e musulmani si incontrano.… a tavola” promosso dall’Istituto Sangalli per la storia e le culture religiose. Significativa affluenza di pubblico e cibo di alta qualità a segnare l’avvio di questa iniziativa, che ha aperto con un approfondimento sulla cultura ebraica: protagonisti il rabbino capo Joseph Levi e lo chef Jean-Michel Albert Carasso, coadiuvato da alcuni studenti dell’Istituto Alberghiero Aurelio Saffi. Mentre in rappresentanza del Comune è intervenuta Sara Funaro, assessore al Welfare.
Maurizio Sangalli, presidente dell’istituto, ha riassunto così la sfida del ciclo di incontri: “Dobbiamo fare i conti con una cronaca internazionale atroce e sempre più insaguinata, soprattutto per motivi che vedono in qualche modo coinvolte le religioni. Questa contingenza storica particolarmente drammatica ci conferma nell’importanza di portare avanti iniziative sul dialogo interreligioso e lavorare alla ricerca di strumenti concreti utili per la convivenza pacifica all’interno delle nostre comunità”.
Nato nell’aprile 2014, l’istituto ha tra le sue finalità quella di favorire e promuovere, a livello nazionale e internazionale, gli studi socio-religiosi in duplice direzione: in ambito storico, con una prospettiva di lungo periodo e interdisciplinare, in rapporto attivo con scienze diverse; nonché in una dimensione complessivamente culturale, aperta al confronto e al dialogo.
L’Istituto ha già promosso numerosi bandi e organizzato occasioni di confronto e seminari. In poco più di un anno ha assegnato sei borse di studio e investito 30 mila euro in assegni e sostegni finanziari alla ricerca, oltre ad aver partecipato ad eventi internazionali come Unity in Diversity e ad iniziative con istituti di ricerca esteri, come l’Università di Valencia e il CNR spagnolo.

(7 aprile 2016)