Vince il lettore
Siete mai stati all’ippodromo, o allo stadio, o anche davanti alla televisione a seguire una gara che vedeva in campo la vostra squadra del cuore, o un vostro caro che gioca, che monta quel cavallo? Facevate il tifo, no? Immaginatevi che sia un ciclista: è in fuga a un centinaio di metri dal traguardo e dietro a lui un gruppo di inseguitori sta per raggiungerlo. Cosa pensate, dite o gridate – a seconda del vostro temperamento ? “Forza! – Dai! Alè!”
Bene, così ero io mentre scorrevano le pagine de La Lettrice Scomparsa e il suo fantino Fabio Stassi lo stava portando al trionfo per i colori della Sellerio. Leggevo e gli dicevo Forza e Alè, perché avevo paura che la sua gara, magnifica fin a quel momento, potesse finire con un risultato minore del primo posto, che ‘rompesse in dirittura d’arrivo’, insomma.
Bene: ha vinto. La puntata da euro 11.90 è ben pagata dalle 280 pagine che dura.
E, oso: questo libro, in libreria dalla prossima settimana, sarà un successo, un successone.
Di più: questo è il miglior libro italiano di questi mesi.
Non è provinciale, ma è italianissimo.
È scritto benissimo, ma non è incomprensibile.
Ha una bella storia, personaggi interessanti, uno sviluppo ritmato e un finale.
(Il finale c’è, ma ci scommetto: Vince tornerà a indagare)
La storia è semplice: un precario ex insegnante disoccupato, con una vita sentimentale da eterno perdente, una madre morta e un padre mai conosciuto (cui spedisce ogni giorno da anni cartoline senza indirizzo), affetto da una malattia che conosco bene anche io – il Mal di Montano – decide di aprire uno Studio di BiblioTerapia.
Vincenzo ha letto tutto, o quasi. Ha ridotto la sua vita a Letteratura, e oltre. Forte di alcune prime prove di successo sulle pagine di una rivista, quando apre il suo studio in un condominio romano si aspetta trionfo e riscatto. Troverà un delitto. Una donna, che lui ha solo incrociato una sola volta sulle scale, sparisce. Il SolitoMarito? L’AmbiguoCustode?
Ma è tutto come sembra, o ci sono pagine – pardòn – indizi mancanti nel romanzo della Lettrice Scomparsa ?
Nel frattempo, le pagine del romanzo di Stassi sono affollate delle pazienti di Vincenzo: e qui è come essere allo zoo, ma siamo noi dentro le gabbie. Amori impossibili, nostalgie irrimediabili, illusioni irrealizzabili…, per tutte ci sarebbe un libro per curarle, ma il nostro è troppo buono per essere cattivo. E così, fra un dolore di cuore e uno di sesso, il Lettore Vince, di nome e di fatto: Vincenzo, detto Vince, indagherà con attenzioni che nessun commissario di polizia potrebbe mettere su un caso apparentemente risolto. Il Dio Doppio, divinità della Letteratura come nessun’altra, è materia per buoni lettori soltanto.
Questo libro farà godere i buoni lettori, e divertire tutti gli altri.
Le citazioni esplicite e quelle camuffate, le allusioni a scrittori e critici, la maniera scanzonata ma precisa di utilizzare una competenza davvero notevole – e della quale Fabio Stassi ha già dato prova curando, sempre per Sellerio, Curarsi con i libri Rimedi letterari per ogni malanno, di Ella Berthoud e Susan Elderkin – conquistano, vincono.
Alla fine, ne vorresti leggere un altro.
Anche perché, quando il giallo è finito – e dire che è stato un pretesto è un complimento – trovi nelle ultime pagine la Lista di Vince, i libri dei quali il Detective delle Righe Nere e Bianche si è servito per non curare le sue pazienti ma per risolvere il Caso della Lettrice Scomparsa.
C’è un solo rimedio, pare dire Vincenzo/Fabio – o è la mia voce a dirlo?
Leggere ancora.
Valerio Fiandra
(5 maggio 2016)