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Ticketless – Davanti a

cavaglion Decisamente più fortunata del suo omologo di Predappio, la sindaca di Nonantola. Non deve fare i conti con una ahimé troppo lacrimata sepoltura, ma ha il rasserenante dovere di ricordare la vicenda dei bambini di Villa Emma, una delle storie della Shoah in Italia più toccanti e significative, come ci è noto da parecchi grazie ai lavori di Klaus Voigt.
Presto a Nonantola sorgerà un memoriale in ricordo del salvataggio di quei bambini, purtroppo non sarà possibile restaurare la Villa che li ospitò, proprietà privata. Del memoriale nascituro già si può avere notizia visitando il sito www.davantiavillaemma.org. Prato Galli, alle porte di Nonantola lungo via Mavora, è una costruzione situata proprio davanti a Villa Emma. Un convegno internazionale, la settimana scorsa, ha visto convenire a Nonantola storici e architetti e operatori del settore museale. Bisogna saper fare di necessità virtù. Del resto, nella storia della cultura, la preposizione “davanti a” non teme la concorrenza della preposizione “in”. Un leale duello non solo grammaticale. Stare dentro un luogo della memoria ha degli svantaggi. Situarsi di fronte consente di guardare le cose, in particolare la vicenda delle persecuzioni, da una posizione defilata, più adatta al giudizio critico. “Davanti a” nelle altre lingue europee ha una valenza pregnante. In front of, face à, vis à vis. Da fuori si contempla il paesaggio della storia nella sua complessità. Sarà più facile evitare le metonimie storiografie, gli errori grossolani che commette chi si lascia coinvolgere troppo dagli eventi. Tornano a mente esempi della letteratura e di monumenti già esistenti. “Davanti a S. Guido”, in primis. I monumenti equestri che adornano le più belle piazze d’Italia sono sempre collocati “davanti a” un luogo della memoria fortemente evocativo. Se quel luogo si vuole contestare gli si volge le spalle, come il Garibaldi degli anarchici e dei liberi pensatori di Massa Marittima che eressero un monumento all’Eroe dei Due Mondi che, in segno di spregio, gira il suo sguardo dalla parte opposta del magnifico Duomo. Agli amici di Villa Emma un sincero augurio. Nessun rimpianto, ma la certezza che il memoriale di Prato Galli diventerà luogo di incontri civili e aperti, proprio per la sua collocazione a latere.
Ma c’è di più, e non va tralasciato. Ecco finalmente il volume inaugura una collana della Fondazione Villa Emma L’età del transito e del conflitto. Bambini e adolescenti tra guerre e dopoguerra, che nasce grazie all’insostituibile lavoro di Maria Bacchi e Nella Roveri, (Il Mulino editore). Non solo a Nonantola, ma anche su queste pagine, così importanti, bisognerà presto tornare.

Alberto Cavaglion

(29 giugno 2016)