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Elie Wiesel (1928-2016)
L’intuizione di un editore.
Così nacque la Giuntina

wiesel thumbGiaceva anonimo su uno scaffale della Feltrinelli di via Cavour, nel reparto offerte dei libri esteri. Un volume come tanti altri, almeno apparentemente. E invece, tra quelle pagine scritte in francese, si nascondevano storie terribili e sconvolgenti che avrebbero lasciato il segno. Pagine sofferte di memoria, di verità e di coraggio che avrebbero conquistato milioni di lettori nel mondo. Se Elie Wiesel, il grande intellettuale, scrittore e Testimone della Shoah, il Premio Nobel per la pace riconosciuto universalmente come ambasciatore di umanità scomparso ieri sera all’età di 87 anni, ebbe così tanto successo in Italia lo si deve anche e soprattutto all’intuizione di un editore fiorentino di origine polacca, Daniel Vogelmann, che in questo modo incontrò «La notte», la sua straziante narrazione autobiografica dai campi di sterminio nazisti, un pomeriggio di 36 anni fa.
Fu un vero e proprio colpo di fulmine. Una volta divoratene le pagine e metabolizzate le sofferenze più intime di Wiesel, in cui tanto ritrovò del suo vissuto familiare, in quella Polonia in cui radici secolari ebraiche furono sradicate con le violenze e le barbarie più atroci, Vogelmann scelse infatti di acquisirne seduta stante i diritti e di tradurlo nella nostra lingua. Con quella decisione ebbe inoltre avvio una iniziativa destinata incidere fortemente nel panorama culturale sia fiorentino che nazionale: la nascita della casa editrice Giuntina, ancora oggi l’unica in Europa dedicata esclusivamente a temi ebraici, di cui Daniel ha tenuto per lungo tempo il timone prima di lasciarne la gestione operativa al figlio Shulim. La traduzione de «La Notte» fu dedicata da Vogelmann al padre, Shulim, che come Wiesel sopravvisse ad Auschwitz e che (come si è venuto a sapere soltanto dopo la sua morte) fu tra gli oltre mille ebrei salvati da Oskar Schindler grazie alla sua celeberrima lista. Da allora la Giuntina ha pubblicato centinaia di volumi. Dopo venti ristampe, a 36 anni da quell’intuizione, «La notte» continua ad essere il libro più venduto.

Adam Smulevich, Corriere Fiorentino

(3 luglio 2016)