santità…
Di fronte alla protesta di Qòrach e dei suoi accoliti, la prima reazione di Moshè è quella di cadere col volto a terra. È una reazione nuova; altre volte Moshè aveva affrontato le mormorazioni del popolo, ma non si era mai abbattuto al punto di cadere col volto a terra, come privo di ogni capacità di reazione. Che cosa aveva questa mormorazione che non avevano le altre?
In tutti gli altri casi, la lamentela riguardava le condizioni fisiche del popolo. Qui la gente si lamenta di una presunta mancanza di “democraticità” nel gestire le cose sacre: “tutta la congrega è di persone sante”, significa “vogliamo gestire la sacralità anche noi, ci spetta di diritto”.
Affermare che tutto è santo ed ognuno è santo significa non rendersi conto che la santità non è un diritto, ma una conquista dura e difficile.
Elia Richetti, rabbino
(7 luglio 2016)