Nizza, orrore jihadista

rassegnaLa Francia, l’Europa, il mondo libero e democratico colpiti ancora una volta dal terrorismo islamico. “La Francia è afflitta, colpita da questa nuova tragedia. Ma la Francia è più forte dei suoi nemici. Non ci fermeremo mai nella nostra volontà di combattere il terrorismo” dichiara il presidente Francois Hollande nella notte del terribile attentato jihadista a Nizza.
Sale di ora in ora il bilancio delle vittime. Alle 8 di mattina, 84 i morti e molte centinaia i feriti.
Tra i grandi quotidiani, il Corriere della sera realizza l’approfondimento più ampio: una decina di pagine con cronache, testimonianze, analisi.
Scrive il direttore de La Stampa Maurizio Molinari: “I jihadisti conoscono il calendario e l’identità del Paese che colpiscono e li usano come strumento per diffondere il terrore al fine di ‘farvi temere la morte anche quando dormite’ come aveva promesso Abu Bakr al-Baghdadi, il Califfo dello Stato Islamico (Isis). Lo strumento dell’assalto è un camion lanciato ad alta velocità contro la folla inerme: un metodo già testato più volte da singoli jihadisti in località minori della Francia nonché emulazione di una delle tattiche dei jihadisti della ‘Car Intifada’ contro Israele”.
Vertice sulla sicurezza nella notte a Parigi, cui ha partecipato anche il presidente Hollande. Nel suo consueto discorso del 14 luglio, lo stesso aveva accennato alla possibilità di revocare lo stato d’emergenza dichiarato dopo la strage di novembre. “Scadeva il prossimo 26 luglio – scrive il Corriere – e davvero sembrava che non ce ne fosse più bisogno”.
Di fronte alla recrudescenza della minaccia terroristica il Viminale ha intanto rafforzato le misure per la tutela degli obiettivi sensibili, intensificando lo scambio di informazioni con le altre forze di polizia europee. “La decisione – si legge sul Corriere – è stata presa nel corso di una riunione del Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica con i vertici delle forze dell’ordine, i Servizi e lo Stato Maggiore della Difesa. Il vertice è stato presieduto dal ministro dell’Interno Angelino Alfano, che per stamattina ha convocato il Comitato di analisi strategica antiterrorismo”. Nonostante non ci siano pericoli specifici per l’Italia, viene spiegato, i ‘warning’ sono continui. Il rischio maggiore è rappresentato dal rientro in questi giorni di foreign fighters dai teatri di guerra della Siria e dell’Iraq”.
“La Francia ora ha due possibilità: o rimette in moto con decisione il processo di integrazione delle seconde e terze generazioni di immigrati; oppure non resta che il modello Israele, un Paese democratico dove però popoli di diversa origine vivono in modo separato”. Così il politologo Ian Bremmer in una intervista.

La presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Noemi Di Segni dichiara:
“Ancora una volta terroristi islamici colpiscono il cuore della nostra Europa, le sue conquiste culturali, i suoi valori. Sono immagini terribili quelle che arrivano da Nizza, che è oggi la città di tutti i cittadini del mondo libero e democratico. Piangiamo le vittime di questa orrenda strage, avvenuta non a caso nel momento di massima celebrazione di quei valori universali per cui anche molte generazioni ebraiche hanno con dolore combattuto. Ma non rinunciamo a vivere la nostra quotidianità come qualsiasi altro giorno. Noi siamo più forti di chi semina qualsiasi forma di odio e di chi, quelle conquiste, le vorrebbe distruggere con la violenza, con la barbarie, con il lucido assassinio di vittime innocenti. Ancora una volta lo dimostreremo restando uniti e combattendo per un futuro migliore. È però fondamentale una reale presa di coscienza del pericolo. Una minaccia che da tempo colpisce Israele e che nelle stesse dinamiche viene oggi replicata in Europa. Governi, istituzioni, comuni cittadini: è il momento di reagire in modo lucido e compatto.
Alle vittime, ai loro familiari, ai feriti, il forte abbraccio di tutti gli ebrei italiani”

Oggi all’interno dell’Ambasciata d’Italia a Tunisi, sarà inaugurato il primo Giardino dei Giusti in un Paese arabo, grazie alla collaborazione tra Gariwo e il Ministero italiano degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale. “Un’iniziativa importante”, scrive Anna Foa sull’Osservatore Romano, perché “apre un solco, nel mondo musulmano, fra coloro che vogliono vivere in pace con i non musulmani e gli estremisti sostenitori della guerra contro gli infedeli, dei massacri, del califfato”.

Sul Corriere Sette, Stefano Jesurum racconta “Oh Dio mio!”, pièce teatrale della drammaturga israeliana Anat Gov (scomparsa a 59 anni nei 2012) di cui Giuntina ha pubblicato di recente il testo integrale. “Un testo – scrive Jesurum – insieme profondissimo e originale, pervaso da quell’umorismo che, battuta dopo battuta, diviene in realtà vera e propria argomentazione teologica”. La trama racconta ironicamente di un Dio depresso che va da una psicologa per curare i propri problemi.

L’Italia non è un paese razzista? L’interrogativo da cui parte la riflessione di Furio Colombo sul Fatto Quotidiano. A partire dalla vicenda di Emmanuel Chidi Namdi, Colombo analizza l’Italia e le sue forme di razzismo. “Esistono due impronte perverse, che hanno segnato l’Italia dal punto di vista della tolleranza – scrive l’opinionista del Fatto – una della chiesa cattolica, che ha inventato i ghetti e le segregazioni contro gli ebrei in quanto non cristiani, e che sono poi sboccate nelle leggi fasciste-razziste dell’altro secolo. E un nucleo piccolo ma ostinato di credo nella presunta superiorità della razza bianca, che è stato prima una componente psicologica, prima ancora che ideologica del fascismo, e poi si è incanalato nella Lega Nord”.

Israele ha riaperto, dopo nove anni, il valico di Erez con Gaza. Da ieri camion, automobili e persone possono passare da Israele alla Striscia, oltre che dal valico di Kerem Shalom, anche dalla frontiera situata a nord (Avvenire). Intanto per ragioni di sicurezza l’esercito israeliano ha vietato di usare il popolare gioco Pokemon Go nelle basi militari; il rischio, spiegano le autorità di Tsahal, è una fuga di informazioni (La Stampa). Informazioni sono invece quelle chieste all’ex capo di gabinetto del premier israeliano Benjamin Netanyahu, Ari Harow. Quest’ultimo, riporta il Fatto Quotidiano, è stato prelevato dalla polizia e interrogato su presunti fondi neri destinati a finanziare l’ultima campagna politica di Netanyahu.

Adam Smulevich twitter @asmulevichmoked

(15 luglio 2016)