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Baviera, i colpi d’ascia
del giovane estremista

rassegnaQuattro feriti, di cui tre in gravissime condizioni. È il bilancio dell’azione di sangue compiuta da un giovane afghano che, armato di ascia e coltello, e al grido di “Allah u Akbar” (Dio è grande) ha iniziato a colpire i viaggiatori sul treno a Wurzburg, nel Sud della Germania. Il ragazzo è stato poi ucciso.
“Sull’identità dell’assalitore il ministro dell’Interno della Baviera ha detto, parlando ai microfoni del canale televisivo ‘Ard’, che si tratta di un minorenne che era arrivato senza genitori in Germania ed era stato accolto come profugo e affidato a una famiglia tedesca” (Corriere della sera).

C’è una rete italiana dietro l’attentato di Nizza. Tra i sette fermati due giorni fa e sottoposti ad accertamenti, ci sono almeno tre nomi che portano in Italia. Il primo è un tunisino di 37 anni che vive a Bari. L’uomo, scrive il Messaggero, è tra coloro che hanno continuato a scambiarsi messaggi e telefonate con l’attentatore fino alla mattina del 14 luglio. Anche i due albanesi che gli hanno venduto una pistola, si legge, “avevano una base in Puglia”.

Sul Fatto Quotidiano, una analisi dei diversi destini delle comunità musulmana ed ebraica di Nizza. Da una parte una radicalizzazione sempre più significativa che porta al terrorismo, dall’altro una emigrazione sempre più forte verso Israele.
“Da una parte – si legge – c’è il mondo nascosto dell’estremismo islamico che recluta disperati nelle banlieue e li manda in Siria. Per tornare poi a combattere in Francia. Dall’altra ci sono le sinagoghe, in un paese, la Francia, che ha la seconda comunità ebraica più numerosa del mondo,dopo gli Stati Uniti. E anche qui, lontano dai riflettori, è in atto un’opera di reclutamento. Molto diverso, ovviamente. Legale, senza la propaganda della violenza”.

“Non bisogna avere paura di chi è scappato dalla guerra” afferma il vicepresidente del Memoriale della Shoah di Milano Roberto Jarach in una intervista a Repubblica, in cui si dà conto delle nuove iniziative intraprese da Binario 21 per l’accoglienza dei profughi in fuga da guerre e persecuzioni. Sottolinea Jarach: “Chi scappa dal proprio Paese non lo fa per divertimento e noi abbiamo il dovere di aiutare. È una questione umanitaria, di fronte alla quale non si deve sfuggire”.

L’attore Oscar Isaac nel cast di The kidnapping of Edgardo Mortara, il nuovo film di Steven Spielberg dedicato al giovane bambino ebreo sottratto dalla Chiesa alla propria famiglia e atteso nelle sale per il 2017. La notizia è in breve su Repubblica.

Esce nelle librerie la prima traduzione integrale del pamphlet II giudaismo in musica, testo fortemente antisemita del compositore Richard Wagner. “Un misto di cinismo e di rimozione delle proprie radici paterne” scrive La Stampa.

Adam Smulevich twitter @asmulevichmoked

(19 luglio 2016)