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Una lezione di economia
Da un vecchio libro è saltato fuori un foglio volante. Reca il conto-spese di una piccola comunità di frontiera. Una lezione di economia domestica. Non è datato il documento, né io sono capace di datarlo valutando i costi delle frasche, del vino e dei lumi per quel totale di Lire 40 che il solerte segretario sottopone ai suoi capi. Anzi, al suo capo. L’ultima firma, che concede l’assenso, è illustre: Amadio Momigliano, Barbamadiu, il “maestro” di Arnaldo, consigliere di tanti rabbini italiani di fine Ottocento, guida affettuosa di Rav Dario Disegni nei suoi primi passi “morenici”. Colpisce un dettaglio, per me senza risposta. In che cosa consisteva e da proveniva la “veglia di Kippur”? Usava anche altrove? Non ho saputo trovare una
risposta nei libri e nelle persone che ho consultato: se l’ipotesi che ho in mente è giusta (e mistica) sarei per una volta soddisfatto di me stesso. Alla vigilia di un giorno così solenne, il Sacro Tempio è come una persona di altre più delicata, che non deve essere lasciata sola, nemmeno durante le ore notturne. Se così fosse, quella mansione da compiersi in solitudine, non mi sarebbe sgradita. Se poi a chiedermi di vegliare fosse il mistico lettore dello Zohar di Caraglio, Barbamadiu o la sua ombra, direi volentieri di sì, anche gratis.
Alberto Cavaglion
(27 luglio 2016)