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Come smascherare l’odio online

do-you-know-what-a-hate-crime-is Unire le forze. È questa la ricetta del successo per quanto riguarda la lotta contro il razzismo in Europa, e a farlo devono essere le varie anime della società civile per implementare l’attività dei governi. Lo ha spiegato a Pagine Ebraiche Melissa Sonnino, curatrice parte di “Facing Facts. Make Hate Crime Visible”, un progetto di monitoraggio dei crimini d’odio e dell’incitamento. A promuoverlo è il CEJI – A Jewish Contribution for an Inclusive Europe, una no-profit con sede a Bruxelles che propone programmi educativi al fine di combattere ogni tipo di intolleranza. Grazie al lavoro di molti anni, il CEJI è riuscito a coinvolgere alcuni dei principali attori nel campo del monitoraggio, tra cui la FRA, l’Agenzia dell’Unione europea per i diritti fondamentali, e l’Odhir, l’ufficio dell’OSCE per i diritti umani, ed è dunque proprio grazie a una collaborazione con 11 partner di nove paesi europei che ha ora ottenuto per il progetto un finanziamento dall’Unione Europea, che permetterà di sviluppare un nuovo corso online specificamente destinato alle forze dell’ordine. L’idea nasce dal fatto che per poter trovare soluzioni contro il razzismo è necessario partire da una registrazione più efficace degli episodi, a sua volta possibile solo mettendo al centro le vittime. “Solo così – spiega Sonnino – si riesce ribaltare il circolo vizioso per cui le vittime non si sentono sicure nell’andare a denunciare gli attacchi alla polizia, che a sua volta non conosce il fenomeno e dunque non può elaborare soluzioni”.

da Pagine Ebraiche, agosto 2016

(3 agosto 2016)