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…idee

Lo stato sempre più incerto degli affari locali, nazionali e internazionali contribuisce ad aumentare le tensioni nell’ambito della politica che peraltro è responsabile in non piccola parte della situazione attuale. Fra i problemi al centro dell’attenzione in questi giorni dominano il dilemma delle frontiere fra gli stati e delle differenze fra gruppi etnici, religiosi e culturali; e quello della violenza come strumento di routine per far prevalere il proprio campo su quello rivale, o come via legittima per contenere e controbattere tale percepita aggressione. In questo frangente, come è stato giustamente notato su questa pagina, si parla molto e male delle persone e delle cose, mai o ben poco delle idee. Per parlare delle idee ci sarebbero gli intellettuali, ma in questo ambito la polarizzazione non è meno preoccupante. Chiedendo venia ai lettori per la semplificazione estrema, nell’attuale conversazione fra i pensatori si possono distinguere quattro tipi ideali principali: gli ecumenici, che dicono no alle frontiere identitarie e no alla violenza; i comunitari (sì alle frontiere, no alla violenza); gli anarchici (no alle frontiere, sì alla violenza); e i settari (sì alle frontiere, sì alla violenza). Lo scrivente – va detto per trasparenza – si sente maggiormente vicino alla meta-teoria comunitaria ma negli ultimi mesi percepisce che quest’ultima è sotto attacco da parte delle altre tre. A chi è in grado di pensare spetta comunque il compito di continuare a esprimere le proprie idee, sperando in una qualche civile convergenza che senza rinunciare a un franco e onesto dibattito possa filtrare e insinuarsi nel tumultuoso mondo della politica. Poi, c’è la questione dell’integrità. Ma questo è un discorso a parte.

Sergio Della Pergola, Università Ebraica di Gerusalemme

(11 agosto 2016)