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ricchezza…

La Torà mette in guardia: “Non desiderare l’argento e l’oro che è su di loro (sulle popolazioni sconfitte) e non prenderlo per te, ché tu non ti trovi in difficoltà con esso”.
Rav ‘Ovadyà Sforno spiega così: a volte succede che tramite l’argento o l’oro preso in bottino (e che potrebbe derivare da oggetti di culto idolatrico) uno abbia successo e si arricchisca; gli sarebbe facile pensare che il suo guadagno gli derivi da quel culto idolatrico, e finirebbe per fare idolatria vera e propria.
Potremmo contestualizzare così: una ricchezza facilmente acquisita può farci sviluppare l’illusione che sia la ricchezza stessa a darci successo, e non Ha-Qadòsh Barùkh Hu che ce l’ha data.

Elia Richetti, rabbino

(25 agosto 2016)