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5777 – Un anno per l’amicizia

schermata-2016-10-10-alle-12-38-16Quasi alla vigilia di Kippur, le nostre preghiere e le nostre riflessioni si fanno più fervide e cariche di emozioni. Il mio augurio è che possa essere l’inizio di un anno di vita ebraica più intensa nelle nostre Comunità, la maggior parte di esse sono sempre più piccole, devono allora assumere per noi la dimensione di una più grande famiglia, per il cui bene ci sentiamo tutti impegnati e senza la quale sentiamo di non poterci realizzare pienamente, nella nostra dimensione ebraica e personale. Grandi sono le nostre responsabilità , la scelta di vivere nella diaspora ci impegna fortemente verso tutto il popolo ebraico, le cui difficoltà dobbiamo sentire di condividere, ci impegna verso Israele, nella capacità di rispondere ad accuse spesso calunniose, ci impegna ad essere un esempio concreto di vita ebraica, la Torah, le Mizvot, la conservazione forte, cosciente e consapevole della nostra identità, in tutte le sue componenti, sono l’essenza della nostra vita ma costituiscono anche il contributo essenziale che possiamo e dobbiamo dare per il bene della società in cui viviamo. Sia gradito al Signore che i propositi di “ahavà veachvà, shalom vereut” “Amore, fraternità, pace ed amicizia”, di impegno e responsabilità, che saranno nelle nostre tefillot e riempiranno i nostri cuori nel giorno di Kippur possano accompagnarci e trovare realizzazione nel corso dell’anno, che si realizzi l’augurio “Ve nimzà khen vesekhel tov beenè E-lokim veadam – Che possiamo trovare grazie a gradimento di fronte a D.O e agli uomini”
Chatimah Tovah!

Rav Giuseppe Momigliano, rabbino capo di Genova

(10 ottobre 2016)