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…coerenza

Con l’arresto del direttore e di altri 13 giornalisti del giornale di opposizione Cumhuriyet prosegue l’involuzione della democrazia turca, ormai ridotta a simulacro di se stessa. Il tutto nell’assordante silenzio dell’Occidente. A quanto mi consta solo il Presidente del Parlamento europeo Martin Schulz ha abbozzato una sorta di critica, a cui ha risposto a stretto giro il Premier turco Yildirim: “La Turchia non è un Paese da mettere in riga con colpi a salve e minacce. La Turchia prende il suo potere dal popolo e risponderà al popolo”.
Aggiungendo: “Fratello, non ci interessa la tua linea rossa”. Un linguaggio vergognoso ed arrogante di chi si sente in grado di minacciare il mondo intero: l’Europa per i profughi, gli Usa per le basi Nato da cui partono i caccia americani per la lotta all’Isis. E dall’altra democrazia del mondo, quali parole arrivano? Bibi ha impostato la sua retorica politica sull’eccezione democratica che Israele rappresenta in Medio Oriente, niente da dire sul nuovo amico Erdogan? La politica estera ha bisogno di una sua coerenza, se vuole essere credibile. Qui, mi pare ci sia molta confusione sotto il sole.

Davide Assael, ricercatore

(2 novembre 2016)