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…Freud

“Nessun lettore di questo libro troverà facile mettersi nella posizione emotiva di un autore che ignora la lingua delle Sacre Scritture, che è completamente estraniato dalla religione dei suoi padri, come da tutte le altre religioni, e che non riesce a condividere gli ideali nazionalisti, ma che non ha mai ripudiato il suo popolo, che sente di essere nella sua essenza un ebreo e che non desidera cambiare questa sua natura. Se gli si ponesse la domanda: “Ma se avete abbandonato tutte queste caratteristiche comuni dei vostri compatrioti, cosa resta in voi di ebraico?” egli risponderebbe: “Moltissimo, probabilmente l’essenziale”. Non potrebbe per ora esprimere a parole questo essenziale. Ma un giorno o l’altro, sicuramente, esso diventerà accessibile alla nostra scienza”.

(Sigmund Freud, Prefazione all’edizione in ebraico di Totem e tabù, 1930)

Anna Foa, storica

(16 gennaio 2017)