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…conoscenza

Il 18 novembre 1930 Cecil Roth, il grande storico inglese che ha diretto l’Encyclopedia Judaica e ha scritto numerosi importanti lavori sull’ebraismo italiano, scriveva ad Attilio Milano annunciando la prossima pubblicazione del suo libro sul ghetto di Venezia. Pensava di pubblicarlo anche in italiano e chiedeva aiuto al collega romano, ma era anche disposto a modificare la versione inglese pubblicando in alternativa dei fascicoli specifici sull’ebraismo veneziano nelle città e nei possedimenti adriatici e d’oltremare. Candia (Creta), Negroponte, Corfù, Zante, Spalato e altre comunità ebraiche dello “Stato da Mar” gli sembravano degne di descrizioni storiografiche autonome. E lo sarebbero state se non fosse che nella risposta del 30 novembre Attilio Milano – che si era consultato con il direttore della “Rassegna Mensile di Israel” Dante Lattes – gli scriveva che quel suo progetto si sarebbe scontrato con difficoltà di natura politica. “La tensione politica fra la nostra nazione e parte dei Balcani è, come lei ben sa, tale che in questo momento non passerebbe sicuramente inosservato dall’altra sponda, se, in una collana di monografie ebraiche su città italiane se ne inserisse una su Candia, Corfù, Zante ecc.”. Fu così che la strada intrapresa per la pubblicazione della prima grande monografia in italiano sull’ebraismo veneziano si indirizzò verso la più classica traduzione dell’intero testo, senza accennare anche solo di rimando a ipotetiche “rivendicazioni” territoriali, che sotto il fascismo sarebbero state vissute come vera e propria minaccia imperialista. Si tratta solo di un piccolo esempio, peraltro molto interessante per i cultori della materia storica, di quel che ai nostri tempi viene vissuta come un’indebita intrusione della politica nel mondo degli studi. Chi studia, chi raccoglie documentazione storica, fa politica anche senza volerlo, e anche solo il gesto di presentare una documentazione storica senza particolari commenti e senza riferimento all’oggi può essere letto e interpretato come gesto politico. C’è chi vorrebbe che si smettesse di raccogliere documentazione e di pubblicarla perché la storia fa scandalo e non racconta sempre quello che vorremmo fosse oggi la realtà. Ma c’è anche – per fortuna – chi continua a studiare storia e a scriverne, convinto che le dinamiche contemporanee possano essere governate meglio se si conoscono i percorsi sociali, culturali e politici che hanno caratterizzato il nostro passato. Per la cronaca, tutto il carteggio fra Attilio Milano e Cecil Roth è conservato nella Biblioteca Archivio “Renato Maestro” della Comunità ebraica di Venezia, ed è disponibile alla consultazione online sul suo sito web http://renatomaestro.org/it/archivio-attilio-milano/

Gadi Luzzatto Voghera, storico

(3 febbraio 2017)