…disagio

A un convegno sul Futuro del Popolo Ebraico che si è tenuto ieri al Jewish People Policy Institute a Gerusalemme, un incisivo aforisma è emerso dall’intervento del politologo francese Dominique Moïsi che ha citato tre termini ormai paradigmatici nell’attuale situazione dei paesi membri dell’Unione Europea: “Nostalgie, inégalité, aliénation”. Siamo lontanissimi, e di fatto agli antipodi di quel motto: “Liberté, égalité, fraternité” che fu il punto di partenza dell’emancipazione delle società europee e di un nuovo ordine politico basato su una più giusta distribuzione dei diritti, dei doveri e delle risorse dei cittadini. Nostalgia dei mitici anni ’50 e ’60 della ricostruzione e del miracolo della crescita economica europea dopo la seconda guerra mondiale. Ineguaglianza fra coloro che, in un contesto di notevole miglioramento generale del tenore di vita, realmente si arricchiscono e coloro i quali rimangono indietro e stentano a finire il mese. Alienazione nei confronti del sistema politico e della sua classe dirigente che non solo non è riuscita a risolvere ma ha anche dimostrato molta indifferenza nei confronti dei problemi della gente. Se è vero che siamo arrivati a tanto, vuol dire che effettivamente esiste un profondo senso di disagio da parte di una grande fetta della popolazione europea contemporanea. E questo può aiutare a comprendere i suoi comportamenti elettorali presenti, e a prevedere quelli futuri.

Sergio Della Pergola, Università Ebraica di Gerusalemme

(2 marzo 2017)