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Qui Milano – Beteavòn, solidarietà a tavola

20170315_201108Shemà, ascolta. Al fianco dell’importante iniziativa Beteavòn (in ebraico, buon appetito), prima cucina sociale casher in Italia che distribuisce pasti gratuiti a chiunque ne abbia bisogno, il Merkos l’Inyonei Chinuch, il ramo educativo del movimento Chabad-Lubavitch, ha presentato nelle scorse ore un nuovo progetto: si chiama Shemà, come la fondamentale preghiera ebraica, ed è rivolto a tutti coloro che hanno bisogno di essere ascoltati. “Si tratta di uno sportello d’ascolto”, ha spiegato Daniela Mevorah nel corso della serata organizzata per sostenere il grande lavoro portato avanti in questi anni da Beteavòn, a cui dunque si affiancherà una nuova iniziativa di sostegno per chi è in difficoltà. “Fare del bene al prossimo è il nostro impegno comune”, ha affermato in apertura di serata il vicesindaco di Milano Anna Scavuzzo – presente assieme all’assessore alla Sicurezza Carmela Rozza -, sottolineando come Palazzo Marino sia al fianco di Beteavòn nel suo costante lavoro per fornire pasti a chi ne ha bisogno. “Beteavòn non deve ringraziare nessuno – ha spiegato rav Igal Hazan, fondatore e direttore della Cucina sociale del Merkos – perché Beteavòn siamo tutti noi. È la Comunità ebraica di Milano, è l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, è la Comunità di Sant’Egidio, il Comune, il Bene Akiva, la Caritas”. La cucina sociale del Merkos infatti, che da quando è nata nel 2014 ha distribuito oltre 33mila pasti, opera in accordo con il Comune di Milano, in collaborazione con i servizi sociali della Comunità ebraica del capoluogo lombardo, ed è realizzata con il supporto della onlus Enel Cuore, attiva nell’ambito dell’assistenza sociale e socio-sanitaria, dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, della Regione Lombardia e di donatori privati.
La serata, intitolata “Derech Shalom” (la via della pace), è stata aperta dai saluti del rabbino capo di Milano Alfonso Arbib e dall’arciprete del Duomo, monsignor Gianantonio Borgonovo e ha visto la presenza, tra gli altri, del presidente della Comunità ebraica milanese Raffaele Besso. Sul palco, oltre a rav Igal Hazan, è salito il direttore del Merkos Italia rav Avraham Hazan, che ha ringraziato i presenti, ricordando la parashah della settimana, Ki Tissa, che parla della costruzione del Mishkan (santuario) e spiegando che “ogni casa ebraica, è un piccolo santuario”. Del carattere obbligatorio nella tradizione ebraica della solidarietà ha invece parlato il vicepresidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Giorgio Mortara, riflettendo sul concetto di zedakah, improntato appunto alla giustizia sociale. Principio che Beteavòn incarna nel modo migliore, come ha ribadito il direttore de La Stampa Maurizio Molinari, che ha parlato della sua esperienza di corrispondete a New York e di come “il principio molto ebraico, del ‘give back’, restituire alla società, sia entrato nella filosofia americana”.
“Oggi parliamo di derech shalom – le parole di rav Igal Hazan nel suo intervento finale – parliamo quindi di strade. E il mio invito è proprio ad andare per strada, assieme agli amici di Sant’Egidio e ai nostri volontari e consegnare con loro ogni settimana le borse termiche con i pasti cucinati da Beteavòn. È un’esperienza che ho avuto il privilegio di fare e che cambierà la vostra prospettiva sulla vita”. Nelle diverse piazze di Milano, dalla Stazione Centrale a Porta Garibaldi, migliaia di persone hanno potuto contare su quei pasti: dai senzatetto, che un tempo avevano vite normali, ai profughi, scappati in Italia da guerre e carestie, ospitati negli ultimi due anni dal Memoriale della Shoah di Milano. “Queste situazioni raccontano storie di isolamento, di solitudine, a volte di un vero e proprio abbrutimento – ha spiegato Daniela Mevorah – Il nostro impegno è quello di offrire un supporto a chi ha difficoltà a vivere una vita dignitosa”. E in questa cornice si inserisce il nuovo sportello di ascolto, che vuole essere d’aiuto anche “a casi di violenza sulle donne, che purtroppo affliggono la nostra società così come la nostra Comunità”.
Durante la serata, condotta da Chiara Papanicolaou di radio Montecarlo, si sono esibiti il gruppo musicale The Bloomers e la Compagnia Teatro Al Settimo con un breve spettacolo di umorismo yiddish.

d.r.

(16 marzo 2017)