…capigliatura
Mentre le menti migliori cercano di decifrare le strategie politiche e militari dei Presidenti Trump, Putin, Rohani e Assad in Siria, noi ci occuperemo oggi di una questione forse meno cruciale ma non meno interessante e imprevedibile: il colore dei capelli del Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu. Da giovane soldato, Netanyahu è un valoroso combattente della Sayeret Matkal, la più famosa unità di élite delle truppe terrestri dell’esercito israeliano, da cui si congeda con onore e il grado di Capitano. Le foto scattate il 9 maggio 1972 sulla pista dell’aeroporto di Lod subito dopo il dirottamento e la liberazione del volo Sabena da Bruxelles ritraggono Netanyahu in piedi su un’ala del velivolo accanto al comandante dell’unità, Ehud Barak, che sarebbe poi divenuto Capo di stato maggiore, ministro della Difesa e Primo ministro.
Netanyahu aveva allora un testone pieno di capelli neri. Anche nel 1978, dopo il suo trasferimento negli Stati Uniti e il cambiamento del nome in Ben Nitay, il giovane consulente economico sfoggia in un filmato una bella e folta capigliatura scura. Poco dopo la nascita della figlia Noa dalla prima moglie Micki, Bibi divorzia per sposarsi con Fleur Cates, una donna non ebrea di origine britannica conosciuta a Boston. Nel 1991, dopo il secondo divorzio, Bibi sposa Sara Ben Arzi. La fronte è ora più alta, le tempie si schiariscono. Nella fotografia scattata nell’ottobre 1995 sul balcone dell’Hotel Zion a Gerusalemme durante la grande manifestazione della Destra contro il governo Rabin, un mese prima dell’uccisione del Primo ministro, Netanyahu in prima fila sorride con una capigliatura ancora abbondante e brizzolata.
Pochi mesi dopo, sull’onda della protesta contro i trattati di Oslo, Netanyahu vince le sue prime elezioni, la sua carriera politica procede da allora fra clamorosi successi e temporanee sconfitte, il limite della fronte continua ad alzarsi a spese della linea dei capelli. Il dominio del nero sul bianco si modifica in dominio del bianco sul nero. E quando negli ultimi anni il colore originale è quasi scomparso, appare un’innovazione: un cachet di azzurrino che aggiunge indubbiamente signorilità alla figura di uomo alto, di buona famiglia, padrone di un inglese perfetto, forse un po’ sovrappeso. La folta capigliatura è ormai sostituita da un sapiente riporto. L’ultimo anno è denso di avvenimenti: il cachet azzurrino scompare, appare brevemente un cachet biondastro, subito sostituito da un marroncino tipo lucido da scarpe che oggi il Primo ministro esibisce in una capigliatura ormai inevitabilmente rarefatta. Il colore più scuro trasmette giovinezza, e per chi guarda al futuro, Benjamin Netanyahu è qui per rimanerci. Buon Pesach.
Sergio Della Pergola, Università Ebraica di Gerusalemme
(13 aprile 2017)