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Saluzzo ebraica, il giorno del ricordo

Commosso ricordo questa mattina, nella sinagoga di Torino, al termine della preghiera mattutina di Shachrit, degli ebrei saluzzesi deportati nei campi di sterminio. L’ultimo gruppo partì da Fossoli il 16 maggio del 1944, allora Rosh Chodesh Sivan (il primo giorno del mese ebraico di Sivan, come oggi).
Gli ebrei deportati da Saluzzo furono 30, 29 uccisi ad Auschwitz.
Fu una pagina terribile per una piccola Comunità quale quella saluzzese che rimase letteralmente distrutta e piegata dalla furia nazista: un tributo enorme se si pensa che il nucleo ebraico nella città contava una cinquantina di membri all’inizio della guerra.
Nel dopoguerra si consumerà il declino della Comunità con la caduta in disuso dal 1964 della sinagoga, il cui patrimonio librario fu trasferito nel 1983 all’Archivio Terracini di Torino. Resta a Saluzzo, oltre alla splendida sinagoga ottocentesca, restaurata di recente, un cimitero ebraico, acquistato nel 1795 e nel quale furono trasportate anche le vecchie lapidi di due precedenti cimiteri.

(Nell’immagine la sinagoga di Saluzzo)

(26 maggio 2017)